Prorogata l’iscrizione gratuita dei familiari al Fondo SANI.IN.VENETO

Prorogata la campagna di iscrizione gratuita dei familiari al Fondo Sani in Veneto per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane del Veneto legata all’emergenza COVID19

Il Fondo ha prorogata per tre mesi la copertura gratuita di #maicosìvicini per la pandemia.
Nei primi mesi del 2020, per fronteggiare le conseguenze del lockdown, SANI.IN.VENETO aveva dato a dipendenti e titolari d’azienda in difficoltà la possibilità di iscrivere gratuitamente i propri familiari alle tutele SANI IN FAMIGLIA e SANI IN AZIENDA.
Il Consiglio di Amministrazione del Fondo, riunitosi il 1° febbraio scorso, ha deciso che per tutte le attivazioni gratuite, che decorrevano dal 01/02/2020 al 31/01/2021, la copertura verrà estesa in automatico per altri 3 mesi, cioè fino al 30/04/2021.
Per chi avesse già provveduto a pagare la quota di rinnovo, la decorrenza dell’annualità verrà naturalmente posticipata di 3 mesi, ovvero valevole dal 01/05/2021


Ente Bilaterale CCNL ANINSEI: contributi a favore dei lavoratori sospesi causa Covid-19


 

L’EBINS definisce il Bando contributi per i lavoratori delle scuole private associate all’Aninsei per il parziale ristoro di quanto perso a causa della Cigd o Fis richiesta per il covid-19

L’Ente Bilaterale Nazionale EBINS ha predisposto un Bando per i lavoratori dipendenti dalle scuole private aderenti ad ANINSEI, che sono stati sospesi dal lavoro per causa Covid-19 e che si ritrovano in assegno ordinario (Fis) o in cassa integrazione in deroga (Cigd)



Soggetti beneficiari
Sono destinatari dei contributi le lavoratrici ed i lavoratori che, alla data di presentazione della domanda, svolgono attività lavorativa, con regolare contratto di lavoro a tempo indeterminato, presso aziende associate all’ANINSEI e iscritte all’EBINS, i quali non hanno presentato domanda di dimissioni del rapporto di lavoro. Le aziende in questione devono necessariamente essere in regola con il versamento delle relative quote di iscrizione e aver versato regolarmente i contributi mensili per la bilateralità all’EBINS.
I lavoratori sono divisi in 3 fasce:

a) Lavoratori con servizio ininterrotto dal 12/2016 per i quali è previsto un contributo di euro 300;
b) Lavoratori con servizio ininterrotto dal 12/2017 per i quali è previsto un contributo di euro 200;
c) Lavoratori con servizio ininterrotto dal 12/2018 per i quali è previsto un contributo di euro 100.
d) Lavoratori con servizio ininterrotto dal 12/2019 per i quali è previsto un contributo di euro 100.

Risorse
I contributi verranno corrisposti fino all’esaurimento della somma residua di 400.000,00 euro.
Le domande verranno accolte in base all’ordine cronologico di arrivo, farà fede la data e ora di arrivo delle PEC con la domanda di richiesta.

Documentazione necessaria
La domanda va redatta secondo uno schema allegato al bando, compilato in tutte le sue parti e inviata tassativamente per PEC unitamente alla documentazione richiesta.
La domanda deve essere corredata dalle buste paga dei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre 2019 e da una o più buste paga del periodo in cui il lavoratore a causa di ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni o Fondo di Integrazione Salariale, per orario totale o parziale, risulti aver perso una retribuzione pari o superiore al contributo richiesto.
La documentazione inviata dovrà essere firmata su ogni foglio per autocertificazione e corredata da un documento di riconoscimento.
La domanda dovrà essere inviata entro il 30 aprile 2021.

Accordo di rinnovo per gli operai agricoli e florovivaisti di Milano e Monza Brianza


 

Firmato il 16/2/2021, tra Confagricoltura Milano-Lodi e Monza Brianza, Federazione Interprovinciale Coltivatori Diretti di Milano-Lodi e Monza Brianza, Confederazione Italiana Agricoltori di Milano-Lodi e Monza Brianza e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL territoriali, l’accordo per il rinnovo del CIPL per gli operai agricoli delle province di Milano e Monza Brianza

Il nuovo accordo di rinnovo del CIPL per gli operai agricoli, florovivaisti ed orticoli delle province di Milano e Monza Brianza scaduto il 31/12/2017, decorre dall’1° gennaio 2020 e scadrà il 31 dicembre 2023.

Classificazione del personale
Le parti, al fine di valorizzare appieno le professionalità, convengono sulla necessità di costituire un gruppo di lavoro paritetico con il compito di verificare, entro tempi certi, le eventuali modifiche da apportare relativamente ai profili professionali e alle declaratorie della classificazione. Si formuleranno le eventuali proposte di modifica entro il 30/6/2022. Il gruppo di lavoro potrà essere convocato da ciascuna delle parti. Tale lavoro terrà conto delle linee di classificazione professionale formulate in ambito di osservatorio regionale.

Periodo di comporto malattia
Si conviene, in aggiunta a quanto previsto nel CPL in tema di aspettativa in aggiunta al periodo di comporto per malattia, previa presentazione del certificato medico, qualora con l’aspettativa cadesse a cavallo d’anno, il datore di lavoro anticiperà l’indennità di malattia di competenza INPS in busta paga, esclusa l’integrazione e la maturazione di alcun istituto contrattuale.

Permessi
Si conviene la possibilità di fruizione del permesso per visite mediche pari a 8 ore retribuite già previste dal CPL, anche in modo frazionato con un minimo di 2 ore a giornata.

Indennità e maggiorazioni
– Lavoro notturno: è quello svolto dalle ore 22 alle ore 6 del mattino successivo, su tutto l’anno solare.
– Tariffa notturna, allevamenti/caseifici: con decorrenza 1/3/2021, a coloro che svolgono tre ore in fascia notturna verrà riconosciuta una tariffa forfettaria €.130,00 mensili, coloro che ne fanno due €. 90,00 ed €. 60,00 per chi ne fa una.
– Tariffa notturna agriturismi: viene riconfermata la tariffa in essere del 2019.
– Trasferta occasionale estera: organizzazione viaggio, costi pernottamento e pasti diurni e serali a carico azienda, €. 25,00 giornaliere per disagio sede di lavoro all’estero. Decorrenza 1° marzo 2021.
– Rimborso spese a piè di lista: viene elevato il rimborso forfettario a €. 14,00 a pasto, con decorrenza 1° marzo 2021.
– Rimborso vitto operai florovivaisti: per prestazioni occasionali €. 10,00 nette a pasto; per prestazioni abituali €. 8,00 nette a pasto. È data la possibilità di erogare suddetta indennità in forma elettronica, con decorrenza 1° marzo 2021.

Aumento salariale
L’accordo dispone che le retribuzioni in vigore al 31 dicembre 2019, a decorrere dal 1° gennaio 2021, vengono aumentate dell’1.8%

Retribuzione Provinciale di Produttività (RPP)
Le parti confermano l’istituto contrattuale della retribuzione provinciale di produttività, sia dal punto di vista normativo che economico, e si impegnano a verificare le condizioni tecnico-normative che consentano il miglioramento dei benefici fiscali, anche attraverso la destinazione di un importo annuo massimo di € 250,00 erogato sotto forma di ticket compliments.

Clausola di salvaguardia retribuzione provinciale di produttività (RPP)
l’istituto contrattuale del RPP si è stabilizzato nell’ambito della negoziazione provinciale da più di un decennio. Per tale motivo l’importo “storico” al 31 dicembre 2019, compresa la sua variabilità legata all’applicazione del criterio dell’assiduità è da considerarsi consolidato e come tale da retribuire stabilmente, salvo diversa intesa fra le parti che hanno sottoscritto il presente accordo.

Orticoltura
Le parti rilevato l’attuale stato di disagio economico finanziario delle aziende orticole operanti nelle province di Milano e Monza Brianza, acuite dal protrarsi del periodo pandemico a cui va aggiunta la discriminante contributiva rispetto alle unità aziendali orticole operanti in buona parte del resto d’Italia. Discriminante che pone le aziende orticole milanesi e brianzole in una situazione di oggettivo svantaggio concorrenziale.
Per sanare tale situazione, almeno parzialmente, si darà luogo a tutte quelle azioni comuni verso le istituzioni preposte al fine di allentare l’attuale gap contributivo.
Nel contempo, su esplicita richiesta di una o di un gruppo di aziende orticole, si potrà procedere, previa verifica specifica della situazione economico finanziario della/e stessa/e azienda/e, ad un accordo di carattere temporaneo con il quale si potranno adottare misure economiche e normative specifiche che consentano da un lato di mantenere il posizionamento sul mercato della/e azienda/e orticola/e e per altro verso diano una garanzia e stabilità occupazionale.

Ammortizzatori sociali per causale COVID: nuove indicazioni operative Inps


Con circolare n. 28/2021, l’Inps illustrano le novità apportate all’impianto regolatorio in materia di misure a sostegno del reddito previste dalla Legge di bilancio 2021 per le ipotesi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa di eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19.


I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono presentare domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale ordinaria e in deroga e dell’assegno ordinario (artt. da 19 a 22-quinquies, D.L. 17 marzo 2020, n. 18), per una durata massima di 12 settimane, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 o 30 giugno 2021 (per CIGD e ASO). I periodi di integrazione salariale precedentemente richiesti e autorizzati (art. 12, D.L. 28 ottobre 2020, n. 137), collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° gennaio 2021 sono imputati, ove autorizzati, alle 12 settimane. L’utilizzo del periodo massimo di trattamenti previsto, da collocare nell’arco temporale suddetto, è possibile esclusivamente nei limiti dei periodi autorizzati, senza in alcun modo tenere conto del dato relativo al fruito. Il trattamento è riconosciuto anche in favore dei lavoratori assunti dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza alla data del 1° gennaio 2021. Al riguardo, tuttavia, considerata la collocazione temporale del 1° gennaio 2021 (venerdì) e della successiva festività domenicale del 3 gennaio, per cui il primo giorno lavorativo utile per l’instaurazione dei rapporti di lavoro è stato il 4 gennaio 2021, al fine di rendere maggiormente fruibili le misure di sostegno per l’intero periodo della loro operatività, il trattamento trova applicazione, in tutti i settori di attività, ai lavoratori che risultano alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione al 4 gennaio 2021. Con riferimento al requisito soggettivo del lavoratore, nelle ipotesi di trasferimento di azienda (art. 2112 c.c.) o di assunzioni a seguito di cambio di appalto, si valuta anche il periodo durante il quale il lavoratore stesso è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.
Per le integrazioni salariali i cui oneri sono coperti dai finanziamenti previsti dalla legge n. 178/2020, altresì, sono stati istituiti nuovi codici di conguaglio.
In particolare, per il trattamento di cassa integrazione ordinaria relativo a periodi post 31 dicembre 2020 (art. 1, co. 300, L. 30 dicembre 2020, n. 178), successivamente all’autorizzazione, per il conguaglio delle prestazioni anticipate, i datori di lavoro utilizzano il nuovo codice “L078”, avente il significato di “Conguaglio CIGO legge n. 178/2020”. Il predetto codice va valorizzato all’interno dell’elemento <CongCIGOAltCaus> presente in DenunciaAziendale/ConguagliCIG/CIGAutorizzata/CIGOrd/CongCIGOACredito/CongCIGOAltre; nell’elemento <CongCIGOAltImp>, va invece indicato l’importo dell’indennità ordinaria posta a conguaglio relativa all’autorizzazione non soggetta al contributo addizionale.
Per l’assegno ordinario, invece, le aziende autorizzate valorizzano il nuovo codice causale “L007”, avente il significato di “Conguaglio assegno ordinario legge n. 178/2020”.


Nel caso di CIGD per le aziende plurilocalizzate, gestita con il sistema del ticket, per il conguaglio delle prestazioni anticipate, i datori di lavoro utilizzano il codice “G811”, avente il significato di “Conguaglio CIGD per aziende plurilocalizzate -legge n. 178/2020”. Il predetto codice va valorizzato nell’elemento <DenunciaAziendale>/ <ConguagliCIG>/ <CIGAutorizzata>/ <CIGinDeroga>/ <CongCIGDACredito>/ <CongCIGDAltre>/<CongCIGDAltCaus>, mentre l’importo posto a conguaglio va esposto nell’elemento <CongCIGDAltImp>, allo stesso percorso.
Di contro, per le autorizzazioni che rientrano nei limiti previsti per le integrazioni salariali dal regime ordinario (D.Lgs. n. 148/2015) e per le quali la copertura degli oneri (compresi quelli derivanti dalla connessa contribuzione figurativa/correlata) rimane a carico delle rispettive gestioni di afferenza, devono essere riportati i codici di conguaglio già in uso (“L038” “Integr. Salar. Ord. per autorizzazioni POST D.lgs.148/2015”; “L001” “Conguaglio assegno ordinario”).


NASpI e risoluzione del rapporto di lavoro: chiarimenti su accordo collettivo aziendale


Il cd. Decreto Agosto prevede che le preclusioni e le sospensioni in materia di licenziamenti collettivi e di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo non trovino applicazione nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Con messaggio n. 689/2021, l’INPS chiarisce che, ai fini della validità dell’accordo collettivo aziendale per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, è sufficiente la sottoscrizione dell’accordo stesso anche da parte di una sola organizzazione sindacale e l’adesione all’accordo da parte del lavoratore. Vengono così fugati i dubbi interpretativi in merito all’accesso alla prestazione di disoccupazione NASpI nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale per la risoluzione consensuale, qualora sussistano tutti gli altri requisiti di legge.


L’articolo 14, comma 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, prevede che le preclusioni e le sospensioni in materia di licenziamenti collettivi e di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo di cui ai commi 1 e 2 del medesimo articolo 14 non trovino applicazione nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale – stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale – che abbia ad oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo. La citata disposizione è contenuta altresì nell’articolo 1, comma 311, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, che disciplina le preclusioni e le sospensioni relative al c.d. divieto di licenziamento di cui ai commi 309 e 310 del medesimo articolo 1, valide fino al 31 marzo 2021.
L’espressione utilizzata dal Legislatore secondo cui l’accordo collettivo aziendale deve essere stipulato dalle “organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale” ha suscitato diversi dubbi interpretativi da parte delle Strutture territoriali, in particolare è emerso che alcune Strutture territoriali respingerebbero le domande di indennità NASpI laddove l’accordo collettivo aziendale sottostante alla risoluzione consensuale rechi la firma di una sola e non di tutte le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
Sul punto, però, l’Inps fa presente, con il messaggio in commento, che – ai fini della validità dell’accordo collettivo aziendale per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro – ciò che rileva non è la sottoscrizione dell’accordo da parte di tutte le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, bensì la sottoscrizione dell’accordo medesimo anche da parte di una sola di queste organizzazioni sindacali, nonché l’adesione all’accordo da parte del lavoratore. Dunque, quest’ultima condizione consente, per espressa previsione normativa, l’accesso alla prestazione di disoccupazione NASpI, qualora sussistano tutti gli altri requisiti previsti dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22.