Bonus adeguamenti anti-covid ambienti di lavoro: centro fieristico

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per l’adeguamento anti-covid19 degli ambienti di lavoro, devono ritenersi inclusi tra gli interventi edilizi agevolabili, quelli effettuati da un ente di gestione di un quartiere fieristico (codice ATECO 82.30.00), finalizzati a favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni e a riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, organizzando se possibile percorsi separati per l’entrata e l’uscita. (Agenzia delle Entrate – Risposta 10 maggio 2021, n. 322).

La fattispecie oggetto di interpello riguarda l’accesso al credito d’imposta per adeguamenti anti-covid negli ambienti di lavoro, in relazione a interventi effettuati dal gestore del quartiere fieristico (Codice ATECO 82.30.00 – “Organizzazione di convegni e fiere”) consistenti in:
1) realizzazione di nuove aperture per favorire il ricambio d’aria e il deflusso dal padiglione più utilizzato del quartiere mediante l’installazione di numero 13 portoni (4 singoli e 9 doppi);
2) apertura di un nuovo varco per favorire un deflusso regolato che garantisca il distanziamento interpersonale mediante opere edili e di carpenteria, consistenti nella realizzazione di una rampa di accesso previe demolizioni dell’esistente;
3) opere edili e di impiantistica per la ristrutturazione di una sala in precedenza dedicata ad altre funzioni quale locale per la registrazione dei partecipanti ai convegni che si terranno nell’ampia sala esistente all’interno della palazzina uffici, al fine di garantire il distanziamento tra il personale della fiera e i partecipanti ai convegni e incontri organizzati nella sala dedicata, nonché tra gli stessi partecipati evitando cosi l’accalcamento nell’area di accesso alla sala.


Il Decreto Rilancio (art. 120) ha introdotto un credito d’imposta, in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, destinato ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico indicati nell’allegato 1 del menzionato decreto rilancio.


Le spese in relazione alle quali spetta il cd. “credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro” sono suddivise in due gruppi, quello degli interventi agevolabili e quello degli investimenti agevolabili. In particolare:
1) gli interventi agevolabili sono quelli necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus SARS- CoV-2, tra cui rientrano espressamente:
– quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, di ingressi e spazi comuni, nonché per l’acquisto di arredi di sicurezza. Sono ricomprese in tale insieme gli interventi edilizi funzionali alla riapertura o alla ripresa dell’attività, fermo restando il rispetto della disciplina urbanistica;
– gli interventi per l’acquisto di arredi finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza (cosiddetti “arredi di sicurezza”).
2) gli investimenti agevolabili sono quelli connessi ad attività innovative, tra cui sono ricompresi quelli relativi allo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura (cd. termoscanner) dei dipendenti e degli utenti.


Il credito d’imposta può essere utilizzato:
– in compensazione tramite Modello F24; o, in alternativa
– entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.


Per quanto riguarda le spese per le quali è possibile fruire del credito d’imposta, in particolare per gli interventi agevolabili, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:
– deve trattarsi esclusivamente degli interventi necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2;
– devono essere prescritti da disposizioni normative o previsti dalle linee guida per le riaperture delle attività elaborate da amministrazioni centrali, enti territoriali e locali, associazioni di categoria e ordini professionali.


Nella fattispecie, per valutare la riconducibilità degli interventi effettuati dal gestore del quartiere fieristico tra quelli agevolabili occorre fare riferimento alle “Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, più volte aggiornate e da ultimo recepite nell’allegato 9 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 gennaio 2021.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che devono ritenersi inclusi tra le spese agevolabili tutti i costi relativi ad interventi effettuati sulle strutture esistenti per i quali risulti dimostrabile (in termini di relazione causa-effetto) che la relativa realizzazione risulti funzionale al rispetto delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del COVID-19, e sempreché le spese sostenute rispettino criteri di effettività, pertinenza e congruità considerata la tipologia di attività svolta e i luoghi in cui la stessa viene posta in essere.
Con riferimento al caso in esame, in particolare, l’Agenzia ritiene che siano ammissibili all’agevolazione gli interventi individuati ai punti n. 1) – realizzazione di nuove aperture per favorire il ricambio d’aria e il deflusso dal padiglione – e n. 2) – realizzazione di una rampa di accesso previe demolizioni dell’esistente e opere di carpenteria per il cancello a chiusura, poiché appaiono finalizzati a “favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni” e a “riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti» organizzando se possibile “percorsi separati per l’entrata e l’uscita”, secondo quanto prescritto dalle linee guida.
Diversamente, non possono ritenersi agevolabili le spese per l’intervento indicato al punto n. 3) – “ristrutturazione di una sala in precedenza dedicata ad altre funzioni quale locale per la registrazione dei partecipanti ai convegni che si terranno nell’ampia sala esistente all’interno della palazzina uffici, mediante opere edili e di impiantistica”, poiché risultano ulteriori rispetto a quanto espressamente prescritto dalle linee guida.

Precompilata 2021: invii a partire dal 19 maggio per 730 e Redditi



Dal 10 maggio 2021 i cittadini possono visualizzare la propria dichiarazione e consultare l’elenco di tutte le informazioni già acquisite dall’Agenzia. Dal 19 maggio sarà invece possibile inviare la dichiarazione, accettandola così com’è oppure apportando eventuali modifiche o integrazioni al modello precompilato proposto. Per l’invio del 730 c’è tempo fino al 30 settembre, mentre per il Modello Redditi Persone fisiche fino al 30 novembre. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Comunicato 10 maggio 2021)


È già possibile visualizzare la dichiarazione precompilata e l’elenco delle informazioni disponibili, con l’indicazione dei dati inseriti e non inseriti e delle relative fonti informative. Dal 19 maggio sarà possibile accettare, integrare o modificare il proprio 730 (o Modello Redditi) già precompilato dall’Agenzia e trasmetterlo dal pc oppure da tablet e smartphone.
Per l’invio del 730 c’è tempo fino al 30 settembre, mentre per il Modello Redditi Persone fisiche fino al 30 novembre. Alle informazioni precompilate si aggiungono quest’anno le spese scolastiche ed erogazioni liberali agli istituti scolastici con relativi rimborsi – se comunicate in quanto l’invio è facoltativo per gli anni d’imposta 2020 e 2021 – e la detrazione del 20% del Bonus Vacanze utilizzato nel 2020, per l’80% già fruito come sconto sul pagamento. Le novità si aggiungono alle informazioni rese disponibili già negli anni scorsi, che comprendono i redditi di lavoro dipendente e di pensione, i compensi di lavoro autonomo occasionale in Certificazione unica, informazioni sugli immobili, oltre che numerose spese che danno diritto a detrazioni e deduzioni, tra cui quelle sanitarie, veterinarie, universitarie e funebri, gli interessi passivi sui mutui, le spese condominiali per interventi di recupero del patrimonio edilizio e risparmio energetico – compreso il Superbonus – bonus verde e spese per l’arredo degli immobili ristrutturati.
Da quest’anno la detrazione del 19% spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con modalità di pagamento tracciabili (ad esempio carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari). Questa regola non si applica, e quindi la spesa è detraibile anche se pagata in contanti, alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici e per le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale. Nella dichiarazione precompilata sono utilizzati i dati delle spese detraibili che rispettano le regole sulla tracciabilità dei pagamenti, in base a quanto comunicato dagli enti esterni (ad esempio università, asili nido, Onlus) e dal Sistema Tessera Sanitaria per quanto riguarda le spese sanitarie. È possibile anche visualizzare il dettaglio delle spese sanitarie e per ogni documento di spesa si può verificare la modalità di pagamento (tracciabile o non tracciabile) comunicata dall’operatore sanitario (ad esempio, dal proprio medico).
Per accedere alla Precompilata occorre autenticarsi nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate tramite credenziali Spid (Sistema pubblico dell’identità digitale), Cie (Carta d’identità elettronica), CNS (Carta nazionale dei servizi), Inps oppure con le credenziali rilasciate dall’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo a questo proposito che dallo scorso 1° marzo 2021 l’Agenzia non rilascia nuove credenziali Fisconline per i cittadini, anche se quelle già in uso resteranno valide fino alla naturale scadenza (e comunque non oltre il 30 settembre 2021).
Anche quest’anno la percentuale e l’ammontare preciso del proprio contributo a ciascuna voce di spesa del bilancio dello Stato saranno a disposizione del contribuente all’interno dell’area riservata della Precompilata. Il cittadino potrà quindi avere contezza diretta sull’utilizzo delle proprie imposte.

Bonus R&S, Innovazione e Design: le nuove aliquote maggiorate decorrono dall’1.1.2021


Le maggiori aliquote previste dalla Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020) per il credito d’imposta per le attività in ricerca e sviluppo, innovazione e design, devono essere applicate con riferimento alle spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2021 (Agenzia Entrate – risposta 10 maggio 2021, n. 323).

La Legge di Bilancio 2021 è intervenuto sulla disciplina del credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e innovazione estetica, introdotta, per il solo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31dicembre 2019, dalla Legge di bilancio 2020.
L’intervento ha riguardato l’estensione dell’ambito temporale di applicazione dell’agevolazione fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022, la maggiorazione delle misure del beneficio spettante e altre modifiche anche relative a un miglior coordinamento formale della disciplina.
In assenza di specifiche disposizioni di decorrenza, le modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2021 possono trovare applicazione, in via generale, solo a decorrere dalla data di entrata in vigore della medesima legge. Nello specifico, pertanto, trattandosi di modifiche concernenti un incentivo che si applica per periodi d’imposta, tali modifiche, in assenza di una specifica norma che le attribuisca effetti retroattivi, non possono in nessun caso esplicare effetti in relazione a periodi d’imposta già in corso prima dell’entrata in vigore delle stesse.
Pertanto, alle spese sostenute nel 2020 si applicano le aliquote previste dalla Legge di bilancio 2020. Le maggiori aliquote previste dalla Legge di bilancio 2021 andranno, invece, applicate con riferimento alle spese ammissibili sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2021.


Demolizione e ricostruzione di immobili: precisazioni sul Superbonus


Forniti chiarimenti in materia di Superbonus sulla demolizione e ricostruzione di immobili appartenenti alla categoria catastale A/1 e sulla demolizione operata da una società diversa da un’impresa di costruzioni (Agenzia delle Entrate – Risposte 10 maggio 2021, nn. 318 e 320).

Con riferimento alla possibilità per gli acquirenti persone fisiche degli immobili demoliti e ricostruiti, originariamente identificati con la categoria catastale A/1, di beneficiare del c.d. “Superbonus”, ai sensi del comma 15-bis dell’articolo 119 del decreto Rilancio “le disposizioni del presente articolo non si applicano alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8, nonché alla categoria catastale A/9 per le unità immobiliari non aperte al pubblico”. Per effetto di tale espressa disposizione gli acquirenti degli immobili demoliti e ricostruiti non potranno beneficiare del “Superbonus” nel caso in cui le unità immobiliari oggetto dei richiamati interventi appartengano alla categoria catastale A/1.

In merito alla demolizione operata da una società diversa da un’impresa di costruzioni, ai fini della detrazione di cui all’articolo 16 del D.L. n. 63 del 2013, non è necessario che l’impresa istante esegua direttamente i lavori di miglioramento sismico bensì è possibile che tali lavori siano commissionati ad altra impresa esecutrice. Tuttavia, è necessario che l’impresa appaltante sia titolare del titolo abilitativo necessario alla realizzazione dei lavori finalizzati al miglioramento sismico e che sia un’impresa astrattamente idonea ad eseguire tali lavori. L’astratta idoneità, a titolo esemplificativo, è ritenuta sussistente attraverso la verifica del codice attività ATECO oppure attraverso la previsione espressa dell’attività di costruzione o di ristrutturazione immobiliare nell’oggetto sociale.
Pertanto, se la società non è qualificabile come impresa di costruzioni nel senso sopra rappresentato, gli acquirenti degli immobili oggetto degli interventi sopra menzionati non possono fruire della detrazione di cui al combinato disposto dell’articolo 16 comma 1-septies del decreto-legge n. 63 del 2013 e dell’articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020.


Regime fiscale sui dividendi corrisposti a fondi UE/SEE


Sui dividendi erogati dalle società italiane dal 1° gennaio 2021 ai fondi esteri gestiti da una società di gestione del risparmio fiscalmente residente nei Paesi Bassi, soggetta a forme di vigilanza ai sensi della direttiva AIFM, non deve essere applicata la ritenuta alla fonte prevista dall’art. 27, co. 3, D.P.R. n. 600/1973 (Agenzia Entrate – risposta 11 maggio 2021, n. 327).

È prevista l’applicazione di una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta nella misura del 26% sugli utili corrisposti da società residenti a soggetti non residenti, fermo restando la possibilità di applicare, laddove più favorevoli, le aliquote convenzionali in presenza di una Convenzione per evitare le doppie imposizioni stipulata tra l’Italia e lo Stato di residenza del percettore dei dividendi.
A fronte delle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2021, a decorrere dal 1° gennaio 2021, la ritenuta non si applica sugli utili corrisposti a organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) di diritto estero conformi alla direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, e a OICR, non conformi alla citata direttiva 2009/65/CE, il cui gestore sia soggetto a forme di vigilanza nel Paese estero nel quale è istituito ai sensi della direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2011, istituiti negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che consentono un adeguato scambio di informazioni.
Pertanto, per effetto di tale disposizione non sono imponibili in Italia, i dividendi corrisposti ai seguenti OICR di diritto estero:
– conformi alla direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, ossia alla c.d. direttiva UCITS IV (di seguito, direttiva UCITS);
– non conformi alla direttiva UCITS, ma il cui gestore sia soggetto a forme di vigilanza nel Paese estero nel quale è istituito ai sensi della direttiva AIFM.


Con riferimento al caso di specie, i Fondi sono istituiti in uno Stato UE (Paesi Bassi) e la società di gestione, fiscalmente residente nei Paesi Bassi, è soggetta a forme di vigilanza ai sensi della direttiva AIFM.
Pertanto, sui dividendi distribuiti da società residenti dal 1° gennaio 2021 ai Fondi in esame non deve essere applicata la ritenuta alla fonte.