Contributi agricoltura: rielaborazione prospetto di calcolo emissione 2021


 


A causa di un’errata elaborazione da parte dell’INAIL degli elenchi trasmessi all’Istituto, la quota di contribuzione INAIL indicata nell’emissione dell’anno 2021 relativa alla contribuzione dei coltivatori diretti, dei coloni e mezzadri e dei compartecipanti familiari e piccoli coloni potrebbe non essere corretta. Con messaggio n. 2978/2021, l’Inps rende nota la rielaborazione del prospetto di calcolo della contribuzione dovuta relativa all’emissione 2021 sulla base dei nuovi dati inviati dall’INAIL in sostituzione di quelli errati inviati in precedenza.

Il decreto 23 marzo 2021 del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, ha fissato per l’anno 2021 nella misura pari al 16,36% la riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Tale riduzione viene applicata ogni anno dall’Istituto sulla base di elenchi delle aziende trasmessi dall’INAIL in relazione alla contribuzione afferente alle seguenti categorie di lavoratori:
– dipendenti delle aziende agricole;
– coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
– piccoli coloni e compartecipanti familiari.
A causa di un’errata elaborazione da parte dell’INAIL degli elenchi trasmessi all’Istituto, la quota di contribuzione INAIL indicata nell’emissione dell’anno 2021 relativa alla contribuzione dei coltivatori diretti, dei coloni e mezzadri e dei compartecipanti familiari e piccoli coloni potrebbe non essere corretta. Al fine di risolvere inconveniente creatosi, l’Istituto procedere a rielaborare il prospetto di calcolo della contribuzione dovuta relativa all’emissione 2021 utilizzando i nuovi dati inviati dall’INAIL in sostituzione di quelli errati inviati in precedenza.
Il nuovo prospetto di dettaglio degli importi contributivi dovuti sarà reso disponibile nei prossimi giorni nel cassetto previdenziale lavoratori autonomi agricoli e terrà conto, oltre che della riduzione in argomento, anche di eventuali variazioni intervenute sulla posizione contributiva dei suddetti lavoratori dopo l’emissione relativa all’anno 2021, quali, a titolo esemplificativo, la cancellazione dell’intero nucleo, la cancellazione componente dal nucleo, la modificazione della fascia di inquadramento dell’azienda, la riduzione contributiva “ultra sessantacinquenne”.
L’operazione, finalizzata alla sistemazione delle posizioni assicurative dei predetti lavoratori, sarà efficace anche ai fini dell’aggiornamento dei relativi archivi.
Le somme eventualmente pagate in eccedenza con la prima rata con scadenza 16 luglio 2021 potranno essere compensate con le somme da versare con la rada con scadenza 16 settembre 2021.

Trattamenti in deroga DL Sostegni Trento e Bolzano: nuovo codice evento

Al fine di gestire in maniera corretta i trattamenti di cassa integrazione in deroga previsti dal DL n. 41/2021 relativi ad aziende delle province autonome di Trento e di Bolzano, l’Inps – con messaggio n. 2976/2021 – rende noto che i datori di lavoro per tali eventi, gestiti con il sistema del ticket, dovranno indicare il nuovo codice evento “FDR” (“Fondo in Deroga Richiesto”) e non più il codice evento “CDR” (“Cassa Integrazione Guadagni in Deroga Richiesta”), sia in caso di cassa integrazione richiesta, non ancora autorizzata, sia dopo aver ricevuto l’autorizzazione.

Con circolare n. 72 del 29 aprile 2021, l’Inps ha illustrato le novità introdotte dal decreto-legge n. 41/2021, recante “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19” (c.d. decreto Sostegni), in materia di tutele previste in costanza di rapporto di lavoro connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 in atto. Successivamente alla pubblicazione della circolare, il citato decreto-legge è stato convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69.
In particolare, l’articolo 8 del decreto Sostegni è intervenuto in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19, introducendo un ulteriore periodo di trattamenti di cassa integrazione salariale ordinaria, in deroga e di assegno ordinario, che può essere richiesto da tutti i datori di lavoro che hanno dovuto interrompere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica, a prescindere dal precedente utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa emergenziale.


Con messaggio n. 2976 del 1° settembre 2021, al fine di poter gestire proceduralmente in maniera corretta i trattamenti di cassa integrazione in deroga previsti dal DL n. 41/2021 relativi ad aziende delle province autonome di Trento e di Bolzano (causali: “COVID 19 – DL 41/21 – Deroga Trento” e “COVID 19 – DL 41/21 – Deroga Bolzano”), rende noto che i datori di lavoro per tali eventi, gestiti con il sistema del ticket, dovranno indicare il nuovo codice evento “FDR” (“Fondo in Deroga Richiesto”) e non più il codice evento “CDR” (“Cassa Integrazione Guadagni in Deroga Richiesta”), sia in caso di cassa integrazione richiesta (non ancora autorizzata) sia dopo aver ricevuto l’autorizzazione; in tali casi dovrà essere altresì indicato il codice “T” in <TipoEventoCIG>.
Per il conguaglio delle prestazioni anticipate, si confermano le disposizioni fornite con la circolare n. 72/2021.
Infine, l’Inps fa presente che i codici evento fino ad oggi trasmessi con codice diverso da “FDR”, dove determinabili univocamente, verranno sostituiti direttamente dalla Direzione centrale Entrate.


Esonero filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura: domande entro il 30 settembre 2021


Si forniscono precisazioni sul nuovo modulo di presentazione della domanda di esonero per le filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura.


In attuazione del comma 2-bis dell’articolo 19 del DL n. 41/2021, il modulo per la presentazione delle istanze in parola è stato semplificato consentendo al richiedente di dichiarare di non avere superato i limiti individuali fissati dalla comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C (2020)1863, e successive modificazioni.
Nella fase di compilazione della domanda, le aziende che versano la contribuzione agricola unificata possono, a differenza di quanto avveniva in precedenza, modificare l’importo precompilato dalla procedura afferente ai periodi di competenza dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 che risultano negli archivi centralizzati per le emissioni dei trimestri relativi all’anno 2020.
Il nuovo modulo “Esonero Art.222 DL 34/2020” per la presentazione delle domande di esonero è disponibile nel “Portale delle Agevolazioni” (ex “DiResCo”), sul sito istituzionale www.inps.it.
Le domande di esonero possono essere presentate entro il 30 settembre 2021.
Le domande presentate utilizzando il modulo preesistente sono comunque utili per accedere all’esonero e, pertanto, non sarà necessario presentare una nuova istanza. Nel caso in cui il richiedente intenda modificare l’importo richiesto nella domanda presentata in precedenza, è possibile annullare l’istanza già inviata, mediante la funzione di “Rinuncia alla sgravio” e presentare una nuova domanda.
Anche dopo l’autorizzazione definitiva al godimento dell’agevolazione, l’Inps è legittimato ad effettuare i controlli di propria pertinenza, volti ad accertare l’effettiva sussistenza dei requisiti di legge per la fruizione dell’esonero, segnatamente la regolarità contributiva verificata attraverso il Durc di cui al D.M. 30 gennaio 2015 e il possesso del codice Ateco dichiarato nell’istanza che legittima l’accesso all’esonero.
In caso di esito favorevole dell’istanza, qualora l’esonero sia concesso in quota parte per il superamento del limite di spesa individuale fissato dalla sezione 3.1 del “Quadro temporaneo”, i contribuenti dovranno provvedere al versamento della quota risultata eccedente in un’unica soluzione entro trenta giorni dalla comunicazione dell’esito dell’istanza, senza applicazione di sanzioni e interessi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, dei decreti interministeriali attuativi dell’esonero.
Posto che, a seguito della semplificazione del modulo, il controllo sul rispetto del massimale individuale previsto dalla sezione 3.1 del “Quadro temporaneo” sarà effettuato in occasione della registrazione degli aiuti nei registri Sian e Sipa per gli aiuti, rispettivamente, del settore agricolo e della pesca e acquacoltura, qualora nell’ambito della predetta attività di registrazione sia accertato il superamento del massimale da parte dell’azienda e sia necessario ridurre l’importo dell’esonero riconosciuto nei limiti del massimale individuale concedibile fissato dal “Quadro temporaneo”, gli stessi contribuenti dovranno provvedere al versamento della quota risultata eccedente in un’unica soluzione. Sulle somme da versare saranno dovute le sanzioni civili per omissione, ai sensi dell’articolo 116, comma 8, lettera a), della legge 23 dicembre 2000, n. 388, calcolate a decorrere dal giorno successivo al trentesimo giorno dalla comunicazione dell’importo autorizzato in via definitiva.

Sostegni bis: sospensione della riduzione NASpI


Si forniscono alcune indicazioni per l’attuazione della disposizione di cui all’articolo 38 del DL n. 73/2021 (c.d. decreto Sostegni bis), secondo cui, per le indennità NASpI in corso di erogazione alla data del 1° giugno 2021, nonché per quelle che hanno decorrenza nell’arco temporale che va dal 1° giugno 2021 al 30 settembre 2021 non trova applicazione – dal 1° giugno 2021 e fino al 31 dicembre 2021 – il meccanismo della riduzione della prestazione prevista ogni mese, nella misura del 3%, a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.


Dunque, il decreto Sostegni bis ha previsto che, per le indennità di disoccupazione NASpI in corso di erogazione alla data del 1° giugno 2021, è sospesa l’ulteriore applicazione del meccanismo di riduzione della prestazione medesima, disponendo che dal 1° giugno 2021 e fino al 31 dicembre 2021 rimane invariato l’importo della prestazione in pagamento alla predetta data del 1° giugno 2021, senza quindi l’ulteriore abbattimento della prestazione del tre per cento per i mesi da giugno a dicembre 2021.
La medesima disposizione ha, altresì, previsto che, per le indennità di disoccupazione NASpI aventi data di decorrenza nell’arco temporale che va dal 1° giugno 2021 al 30 settembre 2021, non trova applicazione il suddetto meccanismo di riduzione della prestazione. Pertanto, in attuazione di detta ultima previsione normativa, le indennità NASpI aventi data di decorrenza nel predetto arco temporale 1° giugno 2021 – 30 settembre 2021 verranno erogate fino al 31 dicembre 2021 nella misura come determinata secondo le ordinarie disposizioni di cui all’articolo 4, commi 1 e 2, del D.lgs n. 22 del 2015, senza procedere dal primo giorno del quarto mese di fruizione alla riduzione della prestazione nella misura del tre per cento.
La sospensione del meccanismo di riduzione trova applicazione anche nelle ipotesi di liquidazione della prestazione NASpI erogata in forma anticipata in un’unica soluzione.
Pertanto, per le prestazioni NASpI in corso di pagamento alla data del 1° giugno 2021, nonché per le prestazioni aventidecorrenza nell’arco temporale che va dal 1° giugno 2021 al 30 settembre 2021, in caso di richiesta di erogazione della prestazione in forma anticipata, la misura dell’anticipazione NASpI viene determinata senza procedere alla riduzione della prestazione per il periodo 1° giugno 2021 – 31 dicembre 2021.
Per l’applicazione della sospensione del meccanismo di riduzione della prestazione NASpI i beneficiari non dovranno presentare alcuna domanda in quanto si procederà d’ufficio alla sospensione del predetto meccanismo.
Per le prestazioni di disoccupazione NASpI che hanno invece decorrenza dal 1° ottobre 2021 trova applicazione la disposizione di cui al richiamato articolo 4, comma 3, del D.lgs n. 22 del 2015, ai sensi della quale la prestazione NASpI viene ridotta ogni mese in misura pari al tre per cento a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.


La disposizione di cui al citato articolo 38, comma 1, del DL n. 73 ha, infine, previsto che a decorrere dal 1° gennaio 2022 troverà nuovamente piena applicazione il meccanismo di riduzione della prestazione.
Inoltre, la richiamata disposizione prevede che per le prestazioni di disoccupazione per le quali è stato sospeso il meccanismo di riduzione nell’anno 2021 (dal mese di giugno al mese di dicembre 2021), si deve procedere alla rideterminazione dell’importo spettante per le successive mensilità da gennaio 2022 applicando tutte le riduzioni (ciascuna in misura pari al tre per cento) corrispondenti ai mesi di sospensione trascorsi.


Contributi associativi dei piccoli coloni e compartecipanti familiari


Si forniscono istruzioni sulla gestione delle deleghe, riscossione e trasferimento all’Associazione sindacale Unione Italiana Professionalità In Agricoltura dei contributi associativi delle aziende assuntrici di manodopera e dei Piccoli coloni e Compartecipanti familiari.


Lo scorso 9 giugno è stata sottoscritta una convenzione con l’Associazione sindacale Unione Italiana Professionalità In Agricoltura per la riscossione dei contributi associativi delle aziende assuntrici di manodopera e dei Piccoli coloni e Compartecipanti familiari.
In particolare, la riscossione del contributo sarà effettuata dall’Inps, a favore dell’Associazione medesima, purché in regola con gli obblighi contributivi, unitamente alla riscossione dei contributi obbligatori dovuti per legge dalle aziende all’INPS, e sarà operata con le medesime modalità e la medesima periodicità.
Sull’avviso di pagamento, che l’Istituto rende disponibile ai contribuenti, sarà evidenziato, unitamente all’importo dovuto a titolo di contributi obbligatori, l’importo della quota associativa e l’Associazione destinataria dello stesso. Tali dati saranno consultabili dal contribuente nel “Cassetto Previdenziale Aziende agricole” e per i concedenti PCCF nel servizio “Gestione Rapporti di Lavoro Piccoli Coloni o Compartecipanti Familiari.”
La circostanza che l’esazione del contributo avvenga unitamente a quella dei contributi obbligatori non altera la natura volontaria del contributo associativo. È pertanto escluso per l’Istituto qualsiasi obbligo di esazione coattiva del contributo associativo stesso.
L’Inps provvederà a riversare all’Associazione le quote di contributo associativo, versate dall’associato, entro la data d’inizio della fase di abbinamento con il modello di versamento F24, di norma coincidente con il settimo giorno successivo alla data di scadenza ordinaria legale per il pagamento dei contributi previdenziali obbligatori.
Qualora l’associato non versi per intero l’importo complessivamente dovuto per la singola rata, gli importi versati entro il termine sopra indicato saranno prioritariamente imputati al pagamento dei contributi previdenziali obbligatori e degli eventuali oneri accessori; a seguito delle predette operazioni di imputazione, le eventuali somme residue saranno ripartite in misura proporzionale tra la quota associativa e le quote contrattuali che l’INPS riscuote per la convenzione in esame.
L’Istituto non procederà al riversamento delle quote associative per i versamenti effettuati successivamente al termine sopra indicato, e dette somme saranno rese disponibili all’associato per eventuali compensazioni o restituite allo stesso attraverso apposito procedimento di rimborso.


Per la richiesta del servizio di riscossione delle quote associative, l’Associazione, tramite il servizio “Agricoltura – gestione deleghe sindacali”, inoltra, in formato digitale, la delega acquisita e la copia di un documento d’identità dell’associato in corso di validità.
La delega alla riscossione deve essere rilasciata utilizzando l’apposito modulo predisposto dall’Istituto, nel quale sono indicate esplicitamente la misura della quota associativa e le autorizzazioni necessarie per la trattazione dei dati personali. La delega deve essere debitamente sottoscritta dall’Associato e riportare gli estremi di un documento di riconoscimento valido. Il responsabile della struttura territoriale dell’Associazione, o l’operatore dallo stesso delegato, attesta la conformità della copia della documentazione trasmessa apponendo la firma in modalità digitale a tutti i documenti allegati.
L’Associazione sindacale che acquisisce la delega alla riscossione della quota associativa, per consentire le eventuali verifiche da parte dell’INPS deve custodire, in ossequio alla normativa vigente in materia di conservazione sostitutiva e fino a concorrenza dei termini ordinari di prescrizione, l’originale della delega sottoscritta dall’associato e copia del documento d’identità.
Qualora pervenga all’INPS una delega su una posizione sulla quale è già attiva una delega ad altra Associazione sindacale, la nuova delega produrrà effetti solo se associata alla revoca espressa di quella esistente.
La misura della quota associativa, riportata nel testo di delega, deve essere notificata all’Istituto dalle Associazioni sindacali. La quota associativa può essere stabilita in misura fissa o percentuale e differenziata a livello territoriale e/o aziendale.