Ispettorato: precisazioni sul ricorsi al Comitato per il lavoro


L’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce alcuni chiarimenti in merito ai ricorsi amministrativi avverso gli atti di accertamento dell’Ispettorato medesimo e gli atti di accertamento degli Enti previdenziali e assicurativi che abbiano ad oggetto la sussistenza o la qualificazione dei rapporti di lavoro.

In particolare, l’INL precisa che, dalla presentazione tempestiva del ricorso decorrono i 90 giorni concessi al Comitato per decidere e, “decorso inutilmente il termine previsto per la decisione il ricorso si intende respinto”.
Al superamento dei 90 giorni e pur a fronte del “silenzio significativo” è sempre possibile, da parte del Comitato, l’adozione di una decisione espressa purché la stessa intervenga entro un arco temporale ragionevolmente contenuto rispetto alla scadenza del termine. Ciò anche al fine di mantenere pressocché inalterate le tempistiche dettate dalla legge per l’espletamento delle eventuali e successive procedure di carattere sanzionatorio, quali l’emissione dell’ordinanza ingiunzione che, come noto, deve effettuarsi entro il termine prescrizionale previsto.
Inoltre, è necessario gli Uffici di raccordo prestino attenzione alla tempistica di trasmissione delle istruttorie al Comitato (ovvero entro 30 giorni precedenti lo spirare del termine dei 90 giorni per la decisione), tempistica peraltro funzionale a verificare l’eventuale pagamento delle sanzioni in misura ridotta.
Così come in caso di adempimento alla diffida, infatti, anche il pagamento in misura ridotta determinerebbe l’estinzione del procedimento sanzionatorio, con conseguente inammissibilità del gravame amministrativo.
È quindi opportuno assicurare ogni possibile forma di raccordo tra Ufficio istruente e la Segreteria del Comitato, anche successivamente allo spirare del 60° giorno dalla notifica e all’invio della relazione, al fine di aggiornare le informazioni necessarie all’adozione di una corretta decisione da parte del Comitato.