Indennità pari all’ultima mobilità ordinaria percepita per i lavoratori della Regione Campania: istruzioni

Con circolare n. 76/2021, l’Inps fornisce istruzioni operative per la gestione dell’indennità concessa ai lavoratori della Regione Campania che hanno cessato la mobilità ordinaria dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016. La prestazione è pari al trattamento dell’ultima mobilità ordinaria percepita. La Regione Campania può concedere il trattamento in argomento nel limite massimo di spesa pari a 23,3 milioni di euro per gli anni 2020/2021, esclusivamente previa “verifica della disponibilità finanziaria” da parte dell’INPS.

La legge 13 ottobre 2020, n. 126, in sede di conversione, ha introdotto l’articolo 1-ter nel decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, che, come modificato dal comma 291 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, riconosce ai lavoratori della Regione Campania che hanno cessato la mobilità ordinaria dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, un’indennità pari al trattamento dell’ultima mobilità ordinaria percepita, comprensiva della contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare, a decorrere dal 14 ottobre 2020 e fino al 31 dicembre 2021. A tale indennità non si applicano le disposizioni relative all’anzianità aziendale.
Ai suddetti lavoratori, dal 1° gennaio 2021, devono essere applicate misure di politica attiva, individuate in un apposito piano regionale, da comunicare al Ministero del Lavoro e all’ANPAL.
La prestazione è pari al trattamento dell’ultima mobilità ordinaria percepita. La Regione Campania può concedere il trattamento in argomento nel limite massimo di spesa pari a 23,3 milioni di euro per gli anni 2020/2021, esclusivamente previa “verifica della disponibilità finanziaria” da parte dell’INPS.
A tal fine, dovrà quindi inviarisi apposita richiesta alla Direzione regionale INPS della Campania, a mezzo posta elettronica certificata (PEC), con le indicazioni delle specifiche di cui all’emanando decreto di concessione contenenti l’elenco nominativo e i codici fiscali dei lavoratori interessati e specificando inoltre le seguenti informazioni:
– data di inizio dell’indennità concessa, che dovrà al massimo decorrere dal 14 ottobre 2020;
– data della fine dell’indennità concessa, che dovrà essere al massimo pari al 31 dicembre 2021;
– stima del costo prevista: l’importo medio mensile dell’indennità è pari a 1.935 euro comprensivo di copertura figurativa e ANF.
Si invierà, inoltre, la dichiarazione relativa all’esistenza del piano regionale con cui si individuano le politiche attive del lavoro destinate ai beneficiari dell’indennità.
La Direzione regionale INPS della Campania, laddove riscontrasse incongruità nella documentazione ricevuta, è tenuta a richiedere le necessarie integrazioni e/o variazioni alla Regione Campania. Il controllo sulla sostenibilità finanziaria sarà effettuato dall’Istituto seguendo l’ordine cronologico di trasmissione delle singole richieste; non sarà possibile, quindi, prendere in esame le richieste successive fino al completamento, con esito positivo, del suddetto iter.
Nel caso in cui l’importo cumulato superi la somma complessiva a disposizione della Regione, l’Istituto non procederà al rilascio del nullaosta sulla sostenibilità finanziaria. Resta nei poteri della Regione Campania annullare, con comunicazione a mezzo PEC, eventuali richieste di sostenibilità finanziaria che risultino non accoglibili o incomplete, al fine di poter prendere in esame le richieste pervenute successivamente.
La Regione Campania, ricevuta la valutazione positiva in ordine alla verifica della disponibilità finanziaria da parte dell’Istituto, a mezzo PEC, potrà procedere all’emanazione del decreto di concessione del trattamento in parola.
La trasmissione all’INPS del decreto di concessione avverrà esclusivamente per il tramite del Sistema Informativo Percettori (“SIP”), utilizzando il numero di decreto convenzionale “30003”.


Istruzioni operative e modalità di pagamento
Il pagamento dell’indennità pari all’ultima mobilità ordinaria percepita è subordinato alla presentazione da parte del beneficiario di un’apposita domanda online di mobilità in deroga. Per erogare le prestazioni le Strutture territoriali, una volta ricevuta dalla Regione la dichiarazione contenente la volontà di avvalersi della norma in esame, dovranno inserire, nella procedura di pagamento della prestazione, il codice intervento “194”.
E’ necessario che alla data di presentazione dell’istanza e per tutta la durata della prestazione, il beneficiario non si trovi nelle seguenti condizioni:
– essere titolare di un rapporto di lavoro dipendente;
– essere titolare di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
– essere percettore dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL);
– essere percettore di Reddito di cittadinanza;
– aver percepito o essere percettore di NASpI.
Nel caso in cui non siano soddisfatti i citati requisiti, l’operatore non potrà procedere al pagamento della prestazione e dovrà altresì darne riscontro alla Direzione regionale INPS della Campania che, a sua volta, provvederà a informare la Regione Campania, per i successivi adempimenti.
L’Istituto predisporrà in “SIP” delle schede di monitoraggio in cui saranno evidenziate, per la Regione Campania, la stima degli importi dei decreti di concessione inviati in “SIP”, basati sulla spesa complessiva del decreto, calcolata utilizzando come costo medio mensile della prestazione la somma di 1.935 euro, comprensiva di oneri, moltiplicata per il numero di mesi concessi.


Cumulabilità e compatibilità
In merito alla cumulabilità e alla compatibilità della prestazione in argomento l’Inps richiama i principi stabiliti per l’indennità di mobilità ordinaria. Pertanto, laddove il beneficiario del trattamento si rioccupi con un contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato o a tempo parziale, potrà operare solo la sospensione della prestazione e non lo “slittamento della data finale della stessa” in quanto il termine della prestazione è già indicato nel decreto di concessione.
Non è possibile, infine, corrispondere l’indennità in forma anticipata in un’unica soluzione in quanto non previsto dalla norma in esame.