CINEMATOGRAFIA ESERCIZI: Accordo Quadro del 25/3/2021 sul Fondo di Integrazione Salariale

Firmato il 25/3/2021, tra ANEC e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, l’Accordo Quadro per l’erogazione del F.I.S. – Fondo di Integrazione Salariale “Covid-19”

Nel rispetto della normativa vigente in materia, ai fini di ridurre gli impatti negativi per i lavoratori e i datori di lavoro conseguenti all’adozione di misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, ANEC Associazione Nazionale Esercenti Cinema con le Parti Sociali del Settore dell’Esercizio Cinematografico SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL, hanno sottoscritto il presente accordo quadro per la definizione di criteri ed elementi essenziali circa l’utilizzo del F.I.S. ed alla sua proroga delle ulteriori 28 settimane previste dal decreto-legge 22/3/2021, n. 41 c.d. “Decreto Sostegni”.

Ambito di applicazione
Possono richiedere il F.I.S. tutti i datori di lavoro del settore Esercizio Cinematografico che hanno in forza nell’ultimo semestre una media di più 5 dipendenti e che abbiano nel cassetto previdenziale i codici di autorizzazione INPS 0J 6G o 2C e che i dipendenti interessati siano in forza al datore di lavoro alla data del 22/3/2021.
Sono esclusi dall’applicazione del F.I.S. i datori di lavoro che abbiano una media, nell’ultimo semestre, fino a 5 Lavoratori, per i quali andrà applicato quanto previsto dall’ex art.22  D.L. 18/2020 (CIGD) Cassa Integrazione in Deroga.
Il F.I.S. è concesso a beneficio dei lavoratori dipendenti di unità produttive che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto per contrazione o sospensione dell’attività produttiva per situazioni aziendali inerenti gli effetti diretti o indiretti del fenomeno epidemiologico COVID19 e delle misure di contenimento previste dalle autorità preposte.

Durata della prestazione
Per ciascuna unità produttiva il F.I.S. può essere concesso con decorrenza dall’1/4/2021 fino al 31/12/2021, per un ulteriore periodo non superiore a 28 settimane che potranno essere richieste ed utilizzate dal datore di lavoro nel rispetto dei requisiti richiesti dalla Legge stessa.

Lavoratori beneficiari
Il trattamento di F.I.S. ai sensi dell’art. 8 Comma 2 del decreto-legge 22/3/2021, n. 41, può essere concesso ai lavoratori subordinati con qualunque forma contrattuale, con qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti, che risultano in forza presso il datore di lavoro alla data del 22/3/2021, con esclusione degli Stagisti e dei Dirigenti.

Procedura di accesso
I datori di lavoro presentano domanda di concessione di ulteriori 28 settimane del F.I.S. in via telematica attraverso il Sistema informatico I.N.P.S. nei termini e nei modi previsti.
II trattamento economico, su istanza del datore di lavoro, può essere concesso con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS., la parte Sindacale chiede, dove possibile, l’anticipazione della indennità mensile al lavoratore da parte del Datore di Lavoro.

Tribunale di Belluno: ferie al personale sanitario che rifiuta il vaccino anti Covid


Il personale sanitario che rifiuta di sottoporsi al vaccino anti Covid-19 può essere, legittimamente, collocato in ferie, considerato il dovere del datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei suoi dipendenti (Tribunale di Belluno, ordinanza 19 marzo 2021).


Il caso
Alcuni infermieri e operatori di una RSA non si sono sottoposti al vaccino anti Covid 19 pur essendo lo stesso a loro disposizione in qualità di operatori della citata RSA.In base alle disposizioni del TU sulla sicurezza del lavoro, il medico ha pronunciato, nei loro confronti, giudizio di inidoneità alla mansione specifica e conseguentemente il datore di lavoro li ha collocati in ferie (retribuite).
La questione, sotto forma di giudizio cautelare, è arrivata davanti al Giudice del lavoro del Tribunale di Belluno, che ha esposto le seguenti osservazioni.


L’ordinanza del Tribunale di Belluno
In primo luogo, risulta difettare il fumus boni iuris stabilendo l’art. 2087 c.c. che ” L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
In secondo luogo, il Giudice ricorda l’oramai nota l’efficacia del vaccino nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata dal virus SARS -CoV-2, ed il calo di decessi, fra le categorie che hanno potuto usufruire del suddetto vaccino – quali il personale sanitario e gli ospiti di RSA – nonché, più in generale, nei Paesi in cui il vaccino proposto ai ricorrenti è stato somministrato a milioni di individui.
Incontestabile è il fatto che i ricorrenti sono impiegati in mansioni a contatto con persone che accedono al loro luogo di lavoro e quindi è altrettanto evidente il rischio per gli stessi di essere contagiati, essendo fra l’altro notorio che non è scientificamente provato che il vaccino per cui è causa prevenga, oltre alla malattia, anche l’infezione.
La permanenza dei ricorrenti nel luogo di lavoro comporterebbe per il datore di lavoro la violazione dell’obbligo di cui all’art. 2087 c.c. il quale impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei suoi dipendenti e – secondo l’ordinanza – è noto che il vaccino – offerto, allo stato, soltanto al personale sanitario e non anche al personale di altre imprese – può costituire una misura idonea a tutelare l’integrità fisica degli individui a cui è somministrato, prevenendo l’evoluzione della malattia.
Considerato, che l’art. 2109 c.c. dispone che il prestatore di lavoro “Ha anche diritto ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro” e che nel caso di specie prevale sull’eventuale interesse del prestatore di lavoro ad usufruire di un diverso periodo di ferie, l’esigenza del datore di lavoro di osservare il disposto di cui all’art. 2087 c.c. e  ritenuta infine l’insussistenza del periculum in mora quanto alla sospensione dal lavoro senza retribuzione ed al licenziamento, paventati da parte ricorrente, non essendo allegato da parte ricorrente alcun elemento dal quale poter desumere l’intenzione del datore di lavoro di procedere alla sospensione dal lavoro senza retribuzione e al licenziamento, il ricorso in questione è stato rigettato.


Ulteriore proroga del CIRL Alimentari Artigianato Veneto



Con accordo siglato lo scorso 8 marzo, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE Veneto, la CNA Veneto, la CASARTIGIANI Veneto e la la FAI- CISL Veneto, la FLAI-CGIL Veneto, la UILA-UIL Veneto; si è stipulata la proroga del CIRL 2017 per i dipendenti della regione Veneto settore alimentare artigianato, settore alimentare non artigianato fino a 15 dipendenti, settore panificazione.


Le Parti firmatarie del suddetto accordo hanno convenuto quanto segue:

– Proroga al 31/10/2021 di tutta la parte normativa contenuta nel CIRL 14/4/2017.

– Proroga della parte economica per settore alimentare artigiano e settore panificatori del CIRL 2017:

a) l’ERT Viene prorogata dal 31/3/2021 al 31/10/2021 nelle stesse modalità e con I medesimi valori previsti dal CIRL 2017 e mantiene le caratteristiche indicate in tale accordo;

b) Analogamente La quota di previdenza complementare è prorogata al 31/10/2021 nelle modalità e con i medesimi valori previsti dal CIRL 2017 e sarà aumentata della quota annua prevista al successivo punto c)
Con riferimento alle novità introdotte dall’accordo Interconfederale regionale del 25/11/2019 sulle quote di versamento alla bilateralità si chiarisce che nel caso in cui l’imponibile fiscale mensile del lavoratore sia pari o Inferiore a 300 € la quota mensile di adesione contrattuale non è dovuta.
Con riferimento agli apprendisti duali si applica quanto previsto dall’accordo Interconfederale dell’1/0/2018 e s.m.i.

c) La parti intendono supportare i lavoratori per far fronte al costi di gestione previsti dai Fondi negoziali dell’artigianato e a questo scopo con il presente accordo stabiliscono una quota annua per Il 2021 di 2,50 € a carico azienda per ogni lavoratore,

d) La quota di cui sopra dovrà essere versata dall’azienda in un’unica soluzione in aggiunta alle quote di adesione contrattuale di competenza del mese di maggio 2021. Per I lavoratori assunti dall’1/4/2021 tale quota sarà versata con le stesse modalità unitamente al primo versamento (se successivo a maggio 2021).

ERT aziende artigiane settore alimentare


Viene istituito un elemento regionale transitorio (ERT) da corrispondere ad operai, impiegati e quadri, dipendenti delle aziende artigiane settore alimentare, che sarà erogato per le ore effettivamente lavorate nelle misure mensili/orarie sotto indicate in euro.
L’ERT sarà erogato anche ai lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante solo qualora abbiano completato – anche in forza di uno o più contratti conclusi con datori di lavoro diversi ma finalizzati al conseguimento della medesima qualifica contrattuale – il terzo anno di apprendistato. La corresponsione dell’elemento partirà dal 1 mese successivo all’inizio del 4° anno.



































Livello

Valore ERT in € Mensile

Valore ERT in € Orario

1S 130,00 0,75144
1 104,00 0,60115
2 85,00 0,49132
3/A 73,00 0,42196
3 62,00 0,35838
4 55,00 0,31791
5 48,00 0,27745
6 38,00 0,21965


 


L’ERT è omnicomprensivo, viene escluso dal calcolo del TFR ed include le incidenze su ferie, gratifica natalizia e/o tredicesima mensilità; non avendo le caratteristiche di premio di produttività tale somma non potrà godere dei benefici della detassazione di cui alla legge 208/2015 (Legge Stabilità 2016) e smi.
Ai fini dell’erogazione dell’ERT saranno considerate come ore lavorate le ore di permessi retribuiti per assemblee, le ore di permesso per l’esercizio di cariche sindacali elettive previste dall’accordo interconfederale veneto del 21/7/1988 e le ore di assenza retribuite o indennizzate per sottoporsi a terapie salvavita certificate. Inoltre dovrà tener conto anche dell’ERT la retribuzione riconosciuta nei seguenti casi:
– dipendente assente per infortunio sul lavoro riconosciuto dall’INAIL
– durante il congedo obbligatorio per maternità con riduzione del 50% dell’importo orario spettante e per un massimo di 5 mesi. A decorrere dal 1/4/2018 ai fini del computo l’importo orario dell’ERT sarà elevato dal 50% al 100%.


ERT aziende settore panificazione
 


Viene istituito un elemento regionale transitorio (ERT) da corrispondere ad operai, impiegati e quadri (con esclusione degli apprendisti), dipendenti delle aziende della panificazione, che sarà erogato per le ore effettivamente lavorate nelle misure mensili/orarie sotto indicate in euro.
L’ERT sarà erogato anche ai lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante solo qualora abbiano completato – anche in forza di uno o più contratti conclusi con datori di lavoro diversi ma finalizzati al conseguimento della medesima qualifica contrattuale – il terzo anno di apprendistato. La corresponsione dell’elemento partirà dal 1 mese successivo all’inizio del 4° anno.























Livello

Valore ERT (in €) Mensile

Valore ERT (in €)Orario

A1S 21,20 0,12254
A1 17,70 0,10231
A2 14,80 0,08555
A3 11,30 0,06532
A4 9,40 0,05434























Livello

Valore ERT (in €) Mensile

Valore ERT (in €) Orario

B1 13,00 0,07514
B2 6,90 0,03988
B3S 5,80 0,03353
B3 5,60 0,03237
B4 4,50 0,02601


L’ERT è omnicomprensivo, viene escluso dal calcolo del TFR ed include le incidenze su ferie, gratifica natalizia e/o tredicesima mensilità; non avendo le caratteristiche di premio di produttività tale somma non potrà godere dei benefici della detassazione di cui alla legge 208/2015 (Legge Stabilità 2016) e smi.
Ai fini dell’erogazione dell’ERT saranno considerate come ore lavorate le ore di permessi retribuiti per ( assemblee, le ore di permesso per l’esercizio di cariche sindacali elettive previste dall’accordo interconfederale veneto del 21/7/1988 e le ore di assenza retribuite o indennizzate per sottoporsi a terapie salvavita certificate. Inoltre dovrà tener conto anche dell’ERT la retribuzione riconosciuta nei seguenti casi:
– dipendente assente per infortunio sul lavoro riconosciuto dall’INAIL;
– durante il congedo obbligatorio per maternità con riduzione del 50% dell’importo orario spettante e per un massimo di 5 mesi. A decorrere dal 1/4/2018 ai fini dei computo l’importo orario dell’ERT sarà elevato dal 50% al 100%.

Metalmeccanica Industria: Contribuzione sindacale straordinaria – Circolare di Federmeccanica

Federmeccanica con circolare del 23/3/2021 illustra le regole da applicare alla contribuzione sindacale straordinaria di cui all’ipotesi di accordo 5/2/2021 firmata con le OO.SS. Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil per il rinnovo del CCNL della Metalmeccanica Industria

L’Accordo 5/2/2021 di rinnovo del CCNL Metalmeccanica Industria, firmato da Federmeccanica e Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, ha stabilito termini e condizioni per la raccolta del contributo di 35,00 Euro che i sindacati richiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato a titolo di “quota associativa straordinaria” a fronte dell’attività di negoziazione svolta, i cui risultati interessano tutti i lavoratori ai quali si applica il contratto nazionale di settore.
Federmeccanica con la nota illustrativa del 23/3/2021 spiega che su richiesta di Fim, Fiom e Uilm si è concordato di procedere alle trattenute con le identiche modalità già utilizzate per i CCNL precedenti e, pertanto, ai lavoratori che non abbiano espressamente rifiutato il pagamento del contributo straordinario mediante la riconsegna dell’apposito modulo debitamente compilato, la trattenuta sarà comunque effettuata secondo la modalità del silenzio assenso.
“Le Aziende sono tenute ad affiggere in bacheca, a partire dal 29 marzo e fino al 15 maggio, un avviso con cui si informano i dipendenti che i sindacati stipulanti richiedono a tutti lavoratori non iscritti una quota associativa straordinaria di 35,00 euro.
L’avviso potrà essere esposto non solo nell’albo delle comunicazioni aziendali ma anche nei luoghi di maggior passaggio (quali i locali mensa, gli spogliatoi, gli uffici, ecc.) in modo da consentire una più efficace e tempestiva informazione.
Inoltre, in considerazione dell’utilizzo diffuso del lavoro a distanza, l’avviso dovrà essere integrato con una comunicazione attraverso altri canali già in uso in azienda: posta elettronica, bacheca elettronica, ecc.
Le Aziende devono distribuire, a tutti i lavoratori, con la busta paga corrisposta nel mese di aprile, l’apposito modulo con il quale si consente al lavoratore di accettare o rifiutare l’effettuazione della trattenuta di 35,00 Euro.
Per rifiutare l’effettuazione della trattenuta i lavoratori devono riconsegnare il modulo, compilato in tal senso, entro il 15 maggio 2021.
Nel caso in cui il dipendente autorizzi in modo espresso l’azienda ad operare la trattenuta ovvero non riconsegni il modulo, le Aziende devono procedere ad effettuare la trattenuta sulla retribuzione relativa al mese di giugno 2021.
Sono in ogni caso esclusi dall’effettuazione della trattenuta di 35,00 euro i dipendenti:



– iscritti a qualsiasi sigla sindacale comprese quelle non stipulanti il CCNL;

– che a causa di assenza a qualsiasi titolo siano stati impossibilitati alla ricezione e/o alla riconsegna del modulo.

Considerata la modalità del silenzio/assenso adottata per l’acquisizione del consenso del lavoratore, sarà opportuno attendere il tempo necessario per eventuali rettifiche prima di procedere al versamento delle trattenute effettuate.
Le Aziende dovranno versare gli importi trattenuti esclusivamente sul conto corrente bancario intestato a FIM-FIOM-UILM – contratti aziende private presso BNL, Roma, codice IBAN IT68G010 05032 000 000 000 45109.
Le Aziende, infine, sono tenute a dare “tempestiva comunicazione, tramite le Associazioni Imprenditoriali, alle Organizzazioni Sindacali di Fim, Fiom e Uilm territoriali, del numero delle trattenute effettuate”.

INPS: unico portale per la presentazione online delle domande di riscatto e ricongiunzione contributiva


Con circolare n. 46/2021, l’Inps si rende nota la realizzazione di un punto di accesso unificato per l’invio telematico delle domande di riscatto ai fini pensionistici e di ricongiunzione dei periodi contributivi da parte degli iscritti a tutte le gestioni amministrate dall’Istituto e si forniscono le indicazioni per l’utilizzo dell’applicativo. Il portale “Riscatti e ricongiunzioni” è consultabile da tutti i dispositivi mobili e fissi.


Le domande telematiche devono essere presentate attraverso uno dei seguenti canali:
– WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino attraverso il portale dell’Istituto;
– Contact Center Multicanale – raggiungibile al numero 803.164 (riservato all’utenza che chiama da telefono fisso) o al numero 06164164 (abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari con tariffazione a carico dell’utente);
– Patronati e altri intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Le tipologie di domande di riscatto non presenti nell’Allegato n. 1 della circolare n. 228/2016 (ad esempio, domande di riscatto di cui all’art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, presentate dal datore di lavoro in favore del lavoratore) o le domande di riscatto presentate nelle ipotesi di cui alla circolare n. 105/2019 (esercizio, da parte dei datori di lavoro, della facoltà di riscatto e di ricongiunzione di periodi utili al conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia, precedenti all’accesso ai Fondi di solidarietà bilaterali) continueranno a essere presentate in modalità cartacea. Le implementazioni dell’applicativo per la gestione di tali casistiche saranno rese note con successivi messaggi.


Presentazione della domanda tramite Web
Il servizio è disponibile sul sito internet dell’Istituto attraverso il seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Portale riscatti -ricongiunzioni”.
Per poter accedere al servizio, il richiedente deve essere in possesso di PIN dispositivo (si ricorda che a decorrere dal 1° ottobre 2020 l’Istituto non rilascia più nuovi PIN), SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica).
Dopo aver superato la fase di autenticazione, la home page dell’applicazione consente di accedere alle seguenti funzioni:
– Home Riscatti. Nella pagina iniziale è disponibile l’accesso alle seguenti funzionalità principali: nuova domanda; consultazione domanda; simulazione riscatto laurea; manuale Utente; schede Informative.
– Home Ricongiunzioni. Tramite il pulsante “Home Ricongiunzioni” si accede alla sezione dedicata in cui sono proposte le funzioni ricongiunzioni Gestione Pubblica; ricongiunzioni Gestione Privata. Il pulsante “Ricongiunzioni Gestione Pubblica” reindirizza l’utente al portale per la gestione delle domande di ricongiunzione per la Gestione pubblica (cfr. circolare n. 131/2012). Il pulsante “Ricongiunzioni Gestione Privata”, invece, reindirizza l’utente al portale per la gestione delle domande di ricongiunzione per la Gestione privata (cfr. circolare n. 179/2014 e al messaggio n. 3494/2018).
Presentazione delle domande tramite Patronato e altri intermediari istituzionali
Le domande possono essere presentate anche tramite Patronato o altri intermediari istituzionali. L’accesso alla procedura avviene attraverso il seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Portale Riscatti – Ricongiunzioni”.
Gli intermediari possono accedere alle medesime funzionalità previste per i cittadini.
Nella sezione “Consultazione Domande”, attraverso l’inserimento del codice fiscale o del numero di protocollo, è possibile individuare una domanda presentata da un determinato soggetto.
Nel caso in cui la domanda sia stata presentata tramite intermediario, il soggetto interessato, dotato delle credenziali di accesso (PIN dispositivo, SPID almeno di Livello 2, CNS o CIE), avrà comunque la possibilità di consultare e verificare lo stato di definizione della pratica.


Supporto del Contact Center
Il richiedente può presentare la domanda rivolgendosi al servizio di Contact Center Multicanale disponibile telefonicamente al numero verde 803.164 (riservato all’utenza che chiama da telefono fisso) o al numero 06164164 (abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari con tariffazione a carico dell’utente) che provvederà a fornire al cittadino tutte le informazioni in materia, nonché l’assistenza in merito al servizio web per orientarlo nel corretto utilizzo dello stesso, supportandolo in tutte le fasi, dalle modalità di accesso alla presentazione della domanda.
Per gli utenti dotati di PIN dispositivo, SPID almeno di Livello 2, CNS o CIE, il Contact Center compila l’istanza sulla base delle indicazioni fornite dall’iscritto e la invia all’Istituto per la successiva lavorazione. Per i possessori di SPID, CIE o CNS, l’acquisizione potrà avvenire tramite Contact Center solo se gli stessi saranno dotati di PIN telefonico generato mediante l’apposita funzione disponibile nella sezione personale MyINPS del portale istituzionale.
Nel caso in cui l’utente non sia dotato delle credenziali di accesso con carattere dispositivo sopra elencate, ma sia dotato di PIN ordinario, i dati essenziali della domanda verranno ugualmente acquisiti, ma in questo caso il Contact Center inviterà l’interessato a dotarsi di una delle credenziali di accesso richieste, avvertendo che fino ad allora l’istanza non sarà completata.