Fondo Nuove Competenze nelle imprese artigiane venete

Siglato il 20/1/2021, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE VENETO, la CNA Veneto, la CASARTIGIANI Veneto e la CGIL Veneto, la CISL Veneto, la UIL Veneto, il verbale di interpretazione autentica dell’art. 4 terzo allinea dell’accordo interconfederale Regionale per il capitale umano e l’agibilità del Fondo Nuove Competenze per le imprese del settore artigiano e delle PMI del Veneto del 16/11/2020.

Visto l’art. 3 dell’Accordo del 16/11/2020 rubricato “Modalità di attuazione” dispone, al primo allinea, che le imprese che intendano avvalersi degli interventi finanziati nell’ambito del Fondo Nuove Competenze debbano obbligatoriamente inviare telematicamente ad EBAV “tramite l’associazione artigiana cui aderiscono o conferiscono mandato” l’istanza formulata secondo il format di cui all’allegato 1;
– Ritenuto che tale art. 3, costituisca nelle intenzioni delle Parti Stipulanti, il punto di riferimento per l’attuazione degli interventi finanziati dal Fondo;
– Considerata la necessità di procedere all’interpretazione autentica dell’art. 4 terzo allinea dell’Accordo del 16/11/2020, al fine di evitare applicazioni fuorvianti rispetto alla volontà delle parti contraenti
Le Parti firmatarie convengono:
– che l’art. 4 terzo allinea dell’Accordo Interconfederale Regionale per il capitale umano e l’agibilità del Fondo Nuove Competenze per le imprese del settore artigiano e delle PMI del Veneto del 16/11/2020 si interpreti come segue: “l’impresa, che intenda avvalersi del Fondo Nuove Competenze ai sensi dei presente accordo dovrà Inviare alla segreteria di EBAV tramite l’associazione artigiana cui aderiscono o conferiscono mandato, l’istanza formulata utilizzando l’Allegato 1”. Gli Allegati 1 e 3 dell’Accordo vengono modificati di conseguenza.

Ulteriore esonero contributivo per aziende che non richiedono trattamenti di integrazione salariale


L’Inps, con circolare n. 24/2021, fornisce le prime indicazioni per la gestione degli adempimenti connessi alla misura dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, per le aziende che non richiedano trattamenti di integrazione salariale per i periodi tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021.


In favore dei datori di lavoro del settore privato, con esclusione di quello agricolo, che non richiedano trattamenti di integrazione salariale per i periodi tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 (art. 12, co. 1, D.L. n. 137/2020), è riconosciuto un ulteriore esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fruibile entro il 31 gennaio 2021 (art. 12, commi 14 e 15, D.L. n. 137/2020). I citati trattamenti di integrazione salariale spettano ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato l’ulteriore periodo di 9 settimane (art. 1, co. 2, D.L. 14 agosto 2020, n. 104), decorso il periodo autorizzato, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dalla chiusura o limitazione delle attività economiche e produttive al fine di fronteggiare l’emergenza da COVID-19. La misura agevolativa, dunque, può trovare applicazione solo per coloro che abbiano astrattamente titolo ad esercitare l’opzione tra esonero e i predetti trattamenti di integrazione. In ogni caso, i trattamenti di integrazione salariale e l’esonero contributivo si pongono tra di loro in regime di alternatività, in riferimento alla medesima unità produttiva, fermo restando la possibilità di presentare domanda per ammortizzatori sociali ordinari con causali diverse da COVID-19, in concomitanza o contestualmente alla richiesta di agevolazione contributiva. Altresì, i datori di lavoro devono aver fruito dei trattamenti di integrazione salariale con causale COVID-19 nel mese di giugno 2020. Nello specifico, l’esonero può essere legittimamente fruito per le medesime matricole Inps per le quali, nella suddetta mensilità di giugno 2020, siano state fruite le specifiche tutele di integrazione salariale. E’ invece irrilevante la circostanza che i lavoratori in forza nei mesi di effettiva fruizione dell’esonero siano i medesimi lavoratori in forza in occasione della fruizione degli ammortizzatori sociali nel mese di giugno 2020. Ciò premesso, in considerazione della circostanza che il diritto alla fruizione dell’esonero si cristallizza in capo al datore di lavoro che ha fruito dei trattamenti, nelle ipotesi di cessione di ramo di azienda, il diritto alla fruizione dell’esonero permane in capo al datore di lavoro cedente, senza alcun possibilità di trasferimento in capo al cessionario. Nella diversa ipotesi di fusione per unione o per incorporazione, invece, l’esonero può essere fruito dalla società risultante dal processo di unione/incorporazione.
L’ammontare dell’esonero è pari alla contribuzione datoriale piena, al lordo cioè di eventuali agevolazioni contributive spettanti nella mensilità di giugno 2020, non versata in relazione al numero delle ore di integrazione salariale fruite nel medesimo mese di giugno, con esclusione:
– di premi e contributi dovuti all’Inail;
– del contributo, ove dovuto, al Fondo di Tesoreria (art. 1, co. 755, L. n. 296/2006);
– del contributo, ove dovuto, al FIS e ai Fondi di solidarietà bilaterali, anche alternativi (artt. 26, 27, 28 e 29, D.Lgs. n. 148/2015), nonché ai Fondi di solidarietà territoriali della Province autonome di Trento e di Bolzano e al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale (D.M. n. 95269/2016);
– del contributo dello 0,30%, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua (art. 25, co. 4, L. n. 845/1978);
– delle contribuzioni che non hanno natura previdenziale o concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento (Inps, circolare n. 40/2018).
Nell’ipotesi in cui l’azienda interessata all’esonero abbia alle proprie dipendenze apprendisti si fa riferimento alla aliquota propria prevista per tale tipologia di lavoratori.
Ai fini della determinazione delle ore di integrazione salariale fruite nella mensilità di giugno 2020, utili ai fini della definizione dell’ammontare dell’esonero, rientrano sia quelle fruite mediante conguaglio che quelle fruite mediante pagamento diretto. La retribuzione persa nel mese di giugno 2020 da utilizzare come base di calcolo per la misura dell’esonero, deve essere maggiorata dei ratei di mensilità aggiuntive.
L’ammontare dell’esonero così determinato costituisce l’importo massimo riconoscibile ai fini dell’agevolazione. Tale importo può essere fruito, fino al 31 gennaio 2021, per un periodo massimo di 4 settimane, anche a cavallo di 2 mesi, e deve essere riparametrato e applicato su base mensile. Esso non può comunque superare, per ogni singolo mese di fruizione dell’agevolazione, l’ammontare dei contributi dovuti. In altri termini, l’effettivo ammontare dell’esonero è pari al minor importo tra la contribuzione datoriale teoricamente dovuta per le ore di integrazione salariale fruite nel mese di giugno 2020 e la contribuzione datoriale dovuta nelle mensilità in cui ci si intenda avvalere della misura.
Il diritto alla legittima fruizione dell’esonero contributivo è subordinato al possesso della regolarità contributiva (DURC), all’assenza di violazioni delle norme a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge ed al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (art. 1, co. 1175, L. n. 296/2006), nonché alla condizione per cui il datore di lavoro deve attenersi al divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo, fino al 31 gennaio 2021 (art. 12, D.L. n. 137/2020), per tutto il periodo astrattamente previsto per la fruizione dell’esonero. La valutazione del rispetto della condizione specifica va effettuata sull’intera matricola aziendale.
Sotto il profilo soggettivo, il beneficio contributivo si configura quale misura selettiva che, come tale, necessita della preventiva autorizzazione della Commissione europea.
L’esonero è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta e a condizione che per gli altri esoneri di cui si intenda fruire non sia espressamente previsto un divieto di cumulo con altri regimi. Così, ad esempio, l’esonero in trattazione non risulta cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile (art. 1, commi 100 e ss., L. n. 205/2017). Nelle diverse ipotesi di cumulo della misura con altri regimi agevolati, la citata cumulabilità può trovare applicazione solo laddove sussista un residuo di contribuzione astrattamente sgravabile e nei limiti della medesima contribuzione dovuta.
Infine, i datori di lavoro privati che abbiano richiesto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali possono rinunciare per la frazione di esonero richiesto e non goduto e contestualmente presentare domanda per accedere ai trattamenti di integrazione salariale. La facoltà di rinunciare all’esonero può essere esercitata anche per una frazione del numero dei lavoratori interessati dal beneficio.

Rinnovato il CCNL per i dipendenti delle Pompe funebri


Rinnovato il CCNL per i dipendenti delle Pompe funebri



Sciolta la riserva sull’accordo per il rinnovo del “CCNL per il personale dipendente da imprese esercenti l’attività funebre”, scaduto il 31 dicembre 2020.


Le sigle sindacali hanno dato formale comunicazione di scioglimento della riserva sull’ipotesi di accordo suddetta, pertanto il CCNL è da intendersi rinnovato.
La vigenza dell’accordo è quadriennale, con decorrenza a far data dal 1° gennaio 2021 e con scadenza al 31 dicembre 2024.
L’accordo prevede un incremento retributivo a regime di 58 euro mensili lorde, parametrato al 4° livello, con le seguenti decorrenze:
• 10 euro a luglio 2021
• 14 euro ad agosto 2022
• 16 euro a settembre 2023
• 18 euro a ottobre 2024.
Gli importi economici da riconoscere per tutti i livelli sono pari ad euro:













































Livelli

decorrenza1/7/2021

decorrenza1/8/2022

decorrenza1/9/2023

decorrenza1/10/2024

totale

1 € 15,40 € 21,56 € 24,64 € 27,72 € 89,31
2 € 12,92 € 18,09 € 20,67 € 23,26 € 74,94
3 € 11,15 € 15,61 € 17,84 € 20,07 € 64,67
4s € 10,62 € 14,87 € 16,99 € 19,12 € 61,59
4 € 10,00 € 14,00 € 16,00 € 18,00 € 58,00
5 € 8,85 € 12,39 € 14,16 € 15,93 € 51,33


Questi, pertanto, sono i nuovi minimi retributivi







































Livelli

Minimo dall’1/7/2021

Minimo dall’11/8/2022

Minimo dall’11/9/2023

Minimo dall’11/10/2024

1 1.595,39 1.616,95 1.641,59 1.669,31
2 1.338,47 1.356,56 1.377,23 1.400,49
3 1.155,04 1.170,65 1.188,49 1.208,56
4s 1.100,51 1.115,38 1.132,37 1.151,49
4 1.036,32 1.050,32 1.066,32 1.084,32
5 917,11 929,50 943,66 959,59


PREVIDENZA COMPLEMENTARE
E’ stato concordato, a far data dal 1° aprile 2021, un aumento del contributo Fon.Te dall’1,05% all’1,55% della retribuzione utile al computo del TFR a carico datore di lavoro, anche al fine di promuovere una maggiore adesione alla previdenza complementare.


CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO
Per attenuare i vincoli introdotti con il Decreto Dignità, l’accordo prevede l’estensione a 36 mesi della durata massima dei contratti a tempo determinato, attualmente pari a 24 per legge, fermo restando l’obbligo di apporre una delle causali dopo il dodicesimo mese.


CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO
Al fine di rendere maggiormente flessibile l’istituto del contratto a termine, le Parti hanno introdotto la possibilità di sottoscrivere contratti a tempo determinato “stagionali” per far fronte ai picchi di attività dovuti all’aumento dei tassi di mortalità in determinati periodi dell’anno (da novembre a febbraio e da giugno ad agosto) e ad emergenze pandemiche dichiarate dalle Autorità sanitarie competenti. L’utilizzo della predetta tipologia di rapporti a termine consente di gestire le intensificazioni di attività che possono verificarsi in determinati periodi dell’anno o per particolari situazioni, ossia:
• gli intervalli temporali da osservare tra un contratto a tempo*determinato e il successivoc.d. “stop e go” ;
• le limitazioni quantitative ;
• la durata del rapporto;
• la necessità di specificare una causale in caso di rinnovo o di superamento dei*12 mesi di durata del rapporto.


MUTAMENTO E CUMULO MANSIONI
L’accordo contiene la revisione della disposizione sul mutamento di mansioni che va ad innalzare il termine utile per l’assegnazione definitiva a mansioni superiori (da 2 a 3 mesi) uniformando la disciplina tra impiegati ed operai.


 


INDENNITA’ DI “SALTO PASTO”
E’ stato aumentato l’importo dell’indennità di “salto pasto” ad 8€.


INDENNITA’ DI TRASFERTA
E’ stato aumentato per ogni pasto l’importo del concorso spese in sostituzione del “piè di lista”


Nel caso in cui il lavoratore chiamato a prestare la propria opera in trasferta sia impossibilitato a consumare il pasto, in sostituzione del piè di lista, viene aumentato un concorso spese di complessive €10,33 a € 13,00 per ogni pasto dall’1/1/2021, a €14,00 dal’1/1/2022, a €15,00 dall’1/1/2023


TRATTAMENTO DI MALATTIA ED INFORTUNIO
Le Parti hanno concordato di ampliare il periodo di aspettativa non retribuita per un periodo di 12 mesi nei casi di assenza del dipendente a causa di una patologia grave e continuativa che comporti terapie salvavita periodicamente documentata da specialisti del Servizio Sanitario Nazionale.


TRASFERIMENTI DI AZIENDA E APPALTI
Nell’accordo sono state introdotte due nuove disposizioni:  una relativa ai trasferimenti di azienda e una sulla clausola sociale che garantisce il passaggio di personale in caso di cambio appalto, ma con limitazione ai dipendenti con anzianità sull’appalto o iscrizione al LUL superiore a otto mesi.


RELAZIONI SINDACALI
Le Parti hanno previsto la possibilità di istituire l’Osservatorio Nazionale Paritetico con compiti di monitoraggio, di approfondimento delle tematiche utili per lo sviluppo del settore e di proposta, ed un Comitato Paritetico per le Pari Opportunità con il compito di promuovere azioni positive per la realizzazione della parità uomo – donna sul lavoro.
Le aziende con più di 10 dipendenti riconosceranno ai lavoratori che fanno parte dei predetti organismi 16 ore annuali di permesso retribuito per partecipare alle riunioni.
Infine, oltre ad apportare dei piccoli aggiustamenti alle materie demandate alla contrattazione di secondo livello, sono stati introdotti degli aggiornamenti normativi e delle riformulazioni non sostanziali ad alcune discipline (es. apprendistato, malattia, ecc.), in linea con la legislazione vigente.
Completano l’accordo un “avviso comune” sottoscritto tra Feniof e le OO.SS. in tema di lavori usuranti.

Premi sospesi per le federazioni sportive: istruzioni


L’Inail fornisce istruzioni operative sulla sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei premi per l’assicurazione obbligatoria per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche.


Possono beneficiare della sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche. Sono sospesi: la presentazione della dichiarazione delle retribuzioni per l’autoliquidazione 2020/2021; la presentazione della domanda di riduzione del tasso medio per prevenzione. Gli adempimenti sospesi devono essere effettuati entro il 31 maggio 2021.
Pertanto: la dichiarazione delle retribuzioni 2020 deve essere trasmessa esclusivamente tramite il servizio Alpi online, che sarà disponibile in www.inail.it – Servizi online –Autoliquidazione dal 10 maggio 2021 al 31 maggio 2021; la domanda di riduzione del tasso medio per prevenzione deve essere trasmessa utilizzando il servizio online “Riduzione per prevenzione”, che sarà disponibile in www.inail.it – Servizi online –Denunce dal 10 maggio 2021 al 31 maggio 2021.
I versamenti sospesi sono quelli con scadenza legale dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021, tra cui rientra il versamento del premio di autoliquidazione 2020/2021.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 maggio 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di ventiquattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021. I versamenti relativi ai mesi di dicembre degli anni 2021 e 2022 devono essere effettuati entro il giorno 16 di detti mesi; tenuto conto che il 30 maggio 2021 cade di domenica, i versamenti in scadenza in tale data sono tempestivi se effettuati entro 31 maggio 2021.
In caso di pagamento rateale, le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ogni mese ad eccezione delle rate in scadenza a dicembre 2021 e 2022 che devono essere versate entro il 16 del mese.
L’importo di ciascuna rata non può essere inferiore a 50,00 euro. Per espressa previsione normativa non è consentito il rimborso di quanto già versato.
I soggetti in possesso dei requisiti per usufruire della sospensione beneficiano anche della sospensione dei versamenti delle rate mensili, inclusa la prima, derivanti da provvedimenti di concessione delle rateazioni. Le rate sospese, compresa la prima ove questa scada nel periodo di sospensione, dovranno essere versate entro il 31 maggio 2021.
La sospensione non si applica ai versamenti delle rate in scadenza nei mesi di gennaio e febbraio 2021 relative alla rateizzazione prevista dall’articolo 97, comma 1, secondo periodo, DL 104/2020.
Le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche per le quali non ricorrano i presupposti stabiliti dalla norma in esame per l’applicazione della sospensione devono effettuare gli adempimenti e i versamenti regolarmente.
Pertanto, la dichiarazione delle retribuzioni per l’autoliquidazione 2020/2021 e la domanda di riduzione del tasso medio per prevenzione per gli interventi migliorativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro realizzati nell’anno 2020 devono essere presentate entro il 1° marzo 2021, con modalità telematica.
Il versamento del premio di autoliquidazione 2020/2021 deve essere effettuato entro il 16 febbraio 2021.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi utilizzando il modello F24 e indicando nel campo “numero di riferimento”: 999245 per il versamento in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2021; 999246 per il versamento in forma rateale fino a un massimo di ventiquattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 31 maggio 2021 e delle rate successive entro l’ultimo giorno del mese ad eccezione delle rate di dicembre 2021 e 2022 che devono essere versate entro il giorno 16 di tali mesi.


CIPL operai agricoli Brescia: firmato l’accordo di rinnovo



Firmato il giorno 3/2/2021, tra CONFAGRICOLTURA Brescia, COLDIRETTI Brescia, CIA Est Lombardia e FLAI-CGIL Brescia, FAI-CISL Brescia, UILA-UIL Territoriale Brescia-Cremona, il rinnovo del CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Brescia


Decorrenza
L’accordo firmato ha durata quadriennale e decorre dall’1/1/2020 con scadenza al 31/1/2023, mantenendo la sua efficacia economica fino al rinnovo successivo.

Aumenti retributivi
Ai lavoratori agricoli è riconosciuto un aumento (a regime) dal I al VII livello di inquadramento pari al 1,80% del salario contrattuale provinciale in vigore al 31/12/2020, mentre per l’VIII livello un aumento del 2,00%.
Il suddetto aumento decorre dall’1/1/2021.

Indennità di aprile
Dall’1/1/2021 l’importo annuo dell’indennità base vigente al 31/12/2020, a valere per l’intera durata del contratto, è aumentata della misura complessiva annua di:





















Livello

Importo in Euro

I 23,450
II 21,900
III 21,150
IV 21,000
V 20,950
VI 19,500


Diaria
Il nuovo importo giornaliero della diaria a decorrere dall’1/1/2021 è pari a euro 13,00

Integrazione mansionario
– aggiungere al 1° livello: casaro; responsabile all’accoglienza in aziende vitivinicole che svolge l’incarico in modo prevalente;
– aggiungere al 2° livello: addetto ai lavori di movimentazione merci (cartellista) in possesso di patentino;
– aggiungere al 4° livello: addetto occasionalmente all’accoglienza nelle cantine vitivinicole;
– aggiungere al 4° livello: aiuto casaro.

Reperibilità
I lavoratori disponibili a rendersi reperibili, fuori l’orario ordinario di lavoro, nel caso l’azienda ne faccia richiesta in relazione alle esigenze di assicurare il ripristino e la continuità dei servizi, la funzionalità o sicurezza degli impianti, nonché per interventi per la salvaguardia dell’attività produttiva, saranno incaricati con comunicazione scritta, previo accordo tra le parti.
La reperibilità potrà essere richiesta secondo le seguenti articolazioni: oraria, giornaliera e settimanale.
Le parti individuali, direttamente interessate, stabiliranno con apposito accordo della durata di 12 mesi, il periodo e l’ammontare dell’indennità di reperibilità, modalità e tempi per l’intervento, il trattamento economico straordinario per le prestazioni di lavoro effettuate e i rimborsi spese.
E’ facoltà del lavoratore farsi assistere, per la stesura del contratto, dal proprio rappresentante sindacale.
Le ore di reperibilità non devono considerarsi ai fini del computo dell’orario di lavoro legale e contrattuale.
In attuazione di quanto previsto dal secondo comma dell’art. 2120 Codice civile, le parti convengono che i trattamenti economici di cui al presente articolo siano esclusi dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto.

EBAT
Le parti firmatarie si impegnano a costituire entro il 30/6/2021 un Ente contrattuale provinciale che abbia attribuite le funzioni della bilateralità, eccetto quelle svolte dalla CIMMI di cui agli artt. 34 e 35, del presente CPL.
Per consentire all’EBAT di svolgere l’attività prevista dal presente articolo è stabilita dall’1/1/2021, una contribuzione complessiva sulle retribuzioni imponibili previdenziali pari al 0,20%, di cui 0,13% a carico dei datori di lavoro e 0,07% a carico dei lavoratori.
Il contributo verrà direttamente versato dal datore di lavoro con diritto di rivalsa sui lavoratori della relativa quota di competenza. La quota a carico dell’azienda è parte integrante della retribuzione del lavoratore ,senza che questo produca effetti sugli altri istituti contrattuali.
La riscossione del contributo avverrà unitamente ai contributi riscossi dall’ente CIMMI, con convenzione, tramite il servizio di esazione dell’INPS, ai sensi dell’art. 11 Legge 12/3/1968 n. 334 . In caso di mancata esazione non l’INPS l’Ente, potrà avvalersi della facoltà di riscossione diretta dei contributi.