Comunicazioni all’anagrafe tributaria: modalità e termini


Fornite le modalità e i termini delle comunicazioni all’anagrafe tributaria delle iscrizioni, variazioni e cancellazioni negli albi, registri ed elenchi tenuti dagli ordini professionali, enti ed uffici preposti (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 27 gennaio 2021, n. 26004)

In capo a tutti gli enti ed uffici, anche diversi dagli Ordini professionali, quale che sia la loro natura, sussiste l’obbligo di comunicazione delle iscrizioni, variazioni e cancellazioni dagli albi ed elenchi alla tenuta dei quali sono preposti.
A tal fine, si prevede di estendere l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione con lo scopo di razionalizzare e semplificare le attività gestionali connesse all’adempimento del sopra citato obbligo di comunicazione.
Conseguentemente, il Provvedimento in oggetto detta disposizioni tese a garantire la consistenza e coerenza della banca dati, comportando la trasmissione all’Agenzia delle entrate, per ciascun anno, delle informazioni relative all’intera platea dei soggetti iscritti. La previsione, inoltre, della possibilità di adempiere all’obbligo di comunicazione da parte dei singoli Ordini professionali territoriali per il tramite del Consiglio Nazionale, con l’invio delle informazioni confluite nell’Albo unico nazionale realizza vantaggi in termini di raccolta e di riferibilità della comunicazione ad un unico soggetto per tutti gli aspetti collegati alla gestione dei dati una volta in possesso dell’Agenzia.
In considerazione della estrema eterogeneità dei soggetti obbligati, al fine di garantire la massima qualità del dato, sono previste le seguenti modalità alternative per l’invio della comunicazione:
– direttamente o per il tramite di un intermediario qualificato, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate;
– per il tramite dei Consigli Nazionali, che abbiano ricevuto indicazioni in tal senso dagli Ordini territoriali, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate;
– per il tramite dei Consigli Nazionali nell’ambito di specifiche convenzioni per lo scambio di dati con l’Agenzia delle entrate.
L’obbligo di comunicazione resta sempre in capo agli ordini territoriali, anche nel caso in cui abbiano trasmesso i dati al Consiglio Nazionale ma quest’ultimo per qualunque motivo non abbia trasmesso i dati all’Agenzia delle entrate, nonché in ogni altro caso di comunicazione non trasmessa.
La decorrenza dal 2021, con riferimento ai dati del 2020, è prevista per permettere a tutti gli Ordini territoriali e a tutti i Consigli nazionali di adeguare i propri sistemi informativi. Il termine “variazioni” indicato nel provvedimento viene utilizzato per consentire la comunicazione dei cambiamenti della posizione del professionista nell’Ordine territoriale, per esempio le sospensioni dall’albo stesso o le cancellazioni oppure le informazioni circa la cessazione dall’esercizio dell’attività. Le variazioni di ordine territoriale sono gestite, invece, con la cancellazione comunicata dal vecchio ordine territoriale e l’iscrizione comunicata dal nuovo ordine territoriale.
Sono oggetto di comunicazione all’Agenzia delle entrate, i dati e le notizie concernenti le iscrizioni, variazioni e cancellazioni in albi, registri ed elenchi istituiti per l’esercizio di attività professionali e di lavoro autonomo (art. 7, co. 3, dpr n. 605 del 1973).
Al fine di garantire la consistenza e coerenza del relativo archivio nonché l’efficace monitoraggio dell’adempimento, la comunicazione annuale ha ad oggetto, per tutti i soggetti che siano risultati iscritti almeno un giorno per l’anno di riferimento della comunicazione, i dati delle iscrizioni, variazioni e cancellazioni, nonché quelli dei periodi di sospensione.
Sono obbligati alla comunicazione delle informazioni gli Ordini professionali territoriali e gli altri enti e uffici, preposti alla tenuta di albi, registri ed elenchi istituiti per l’esercizio di attività professionali e di lavoro autonomo.
I soggetti indicati effettuano le comunicazioni utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Al fine della trasmissione telematica possono essere utilizzati i prodotti software di controllo e di predisposizione dei file resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia delle entrate.
Gli Ordini professionali territoriali che abbiano fornito per via telematica al proprio Consiglio Nazionale tutte le informazioni rilevanti ai fini dell’aggiornamento dell’Albo unico nazionale, possono effettuare l’adempimento per il tramite del Consiglio Nazionale dell’Ordine, secondo modalità definite in specifiche convenzioni tra il suddetto Consiglio Nazionale e l’Agenzia delle entrate ovvero con le usuali modalità di trasmissione.
Il termine per la trasmissione delle comunicazioni è stabilito al 30 giugno di ciascun anno con riferimento ai dati relativi all’anno precedente. Gli effetti del provvedimento in oggetto decorrono dai dati dell’anno 2020.


Novità sul tax credit locazioni imprese turistico-ricettive del DL Natale convertito


Con 145 voti favorevoli, 112 contrari e nessuna astensione, il Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 2070, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 18 dicembre 2020, n. 172, recante ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus Covid-19, cd. decreto Natale. Tra l’altro, sono state introdotte novità in relazione al credito di imposta per canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo di seguito indicate (Senato – Comunicato 27 gennaio 2021).

L’articolo 2-bis, inserito dalla Camera dei deputati, reca una modifica all’articolo 28, comma 5, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, che prevede un credito di imposta per gli immobili ad uso non abitativo dell’ammontare mensile del canone di locazione (nonché di leasing o di concessione) a favore di alcuni soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi (nel mese di riferimento di almeno il cinquanta per cento).
Il comma 3 del citato articolo 28 prevede che il credito di imposta spetta alle strutture alberghiere, termali e agrituristiche, alle agenzie di viaggio e turismo e ai tour operator indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente, quindi anche in deroga al limite dei 5 milioni di euro appena richiamato.
Il comma 602 dell’articolo 1 della legge di bilancio per il 2021 (legge n. 178 del 2020) ha esteso il credito d’imposta alle agenzie di viaggio e ai tour operator, sino al 30 aprile 2021, in luogo dell’originario termine del 31 dicembre 2020.
Il nuovo articolo 2-bis precisa che il credito in questione spetta a condizione che le imprese turistico-ricettive, le agenzie e i tour operator abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del 2019, anno in cui non operavano le restrizioni dovute alla pandemia. In assenza di questo chiarimento, il comma 5 del citato art. 28 dispone che il credito d’imposta spetta a condizione che la diminuzione del fatturato del cinquanta per cento sia calcolato rispetto “allo stesso mese del periodo d’imposta precedente”, che per i mesi da gennaio ad aprile 2021 sarebbe il 2020, ossia un periodo già condizionato dalle note restrizioni.


Tassazione contributi in conto capitale per associazioni sportive dilettantistiche

Il contributo in conto capitale riconosciuto alle associazioni sportive dilettantistiche per gli interventi sugli impianti sportivi costituisce una sopravvenienza attiva, che concorre alla determinazione del reddito imponibile secondo le regole del regime fiscale applicato dall’associazione, ordinario o forfetario (Corte di Cassazione – Ordinanza 25 gennaio 2021, n. 1449)

La controversia riguarda l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso nei confronti dell’associazione sportiva dilettantistica (ASD), con il quale l’Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione parte del contributo in conto capitale riconosciuto dalla Regione per sovvenzionare le migliorie degli impianti sportivi.
Secondo l’Agenzia delle Entrate detta parte di contributo doveva ritenersi una sopravvenienza attiva interamente tassabile, in quanto utilizzata per una finalità commerciale (ristrutturazione del locale destinato all’esercizio dell’attività di bar e di bed and breakfast).
I giudici tributari hanno affermato la legittimità dell’accertamento, confermando la pretesa tributaria dell’Ufficio.

Su ricorso dell’Associazione, la Corte Suprema ha riformato la decisione dei giudici tributari, sostenendo l’imponibilità del contributo, ma non integralmente, piuttosto con l’applicazione del regime fiscale adottato dall’Associazione (regime forfetario di cui alla Legge n. 398/1991).
I giudici della Suprema Corte hanno preliminarmente osservato che il contributo in conto capitale è stato riconosciuto dalla Regione nell’ambito di un programma di potenziamento e qualificazione degli impianti e delle attrezzature sportive, attraverso il finanziamento di interventi di miglioramento e manutenzione delle strutture esistenti.
In base al regime speciale previsto per le associazioni sportive dilettantistiche, il reddito imponibile è determinato applicando all’ammontare dei proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali il coefficiente di redditività del 3 per cento e aggiungendo le plusvalenze patrimoniali.
La Corte di Cassazione ha precisato che ai fini della determinazione del reddito d’impresa, i contributi a fondo perduto (in conto capitale o in conto impianti) costituiscono una sopravvenienza attiva tassabile nell’esercizio in cui sono stati incassati. Per quanto riguarda i criteri di contabilizzazione sia i contributi in conto capitale (compresi quelli in conto impianti, che ne costituiscono una sottospecie) ed i contributi in conto esercizio (anche nella forma di contributi a fondo perduto), pur avendo diverse caratteristiche, sono egualmente destinati ad integrare i ricavi o a ridurre i costi della gestione caratteristica dell’impresa o delle gestioni accessorie differenti da quella finanziaria, pertanto devono essere tutti iscritti in bilancio nel conto economico dell’impresa.
Sulla base di tali considerazioni, dunque, la Suprema Corte ha affermato il principio di diritto secondo cui “il contributo in conto capitale riconosciuto alle associazioni sportive per gli interventi sugli impianti sportivi è, in ogni caso, una sopravvenienza attiva che, come gli altri componenti attivi, concorre alla formazione del reddito d’impresa; sicché, qualora l’associazione abbia optato per il regime forfetario speciale delle imposte dirette, detto contributo in conto capitale (e ciò vale, di regola, per gli altri componenti positivi) concorre a formare il reddito d’impresa imponibile secondo il regime agevolato, applicando al suo ammontare il coefficiente di redditività del 3 per cento.

Novità e scadenze della CU 2021


L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento 15 gennaio 2021, n.13088, ha approvato la Certificazione Unica 2021, relativa all’anno 2020, che tiene conto delle novità introdotte dal decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) e dal decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) per sostenere il lavoro durante l’emergenza Covid-19.

Nella Certificazione Unica 2021, da trasmettere entro il 16 marzo 2021, fanno ingresso il trattamento integrativo e l’ulteriore detrazione per i redditi di lavoro dipendente e assimilati. Tra le novità anche la clausola di salvaguardia per l’attribuzione da parte del sostituto del bonus Irpef e del trattamento integrativo in presenza di ammortizzatori sociali e l’attribuzione del premio ai lavoratori dipendenti nel mese di marzo 2020.


All’appello ci sono anche le detrazioni per oneri parametrate al reddito e l’indicazione delle somme restituite al netto delle ritenute subite.

Clausola di salvaguardia

Il Decreto Rilancio ha previsto che al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID -19, per l’anno 2020 il bonus irpef e il trattamento integrativo spettano anche se l’imposta lorda sia di importo inferiore alla detrazione spettante, per effetto delle misure a sostegno del lavoro contenute nel Decreto Cura Italia.


Il sostituto d’imposta, pertanto, riconosce il bonus irpef e il trattamento integrativo per il periodo nel quale il lavoratore fruisce degli ammortizzatori sociali speciali concessi dal Decreto Cura Italia assumendo, in luogo degli importi delle predette misure di sostegno, la retribuzione contrattuale che sarebbe spettata in assenza dell’emergenza sanitaria da COVID-19 .
In particolare il sostituto dovrà:
– barrare il punto 478, nel caso in cui siano state erogate somme a sostegno del reddito;
– compilare il punto 479, indicando il reddito da lavoro dipendente di cui all’art. 49 con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e all’art. 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) del Tuir, effettivamente erogato;
– compilare il punto 480, indicando il reddito contrattuale che sarebbe stato erogato in assenza dell’emergenza sanitaria da COVID-19.


Nell’ipotesi in cui vengano conguagliate più Certificazioni Uniche il sostituto che effettua le operazioni di conguaglio dovrà compilare i presenti punti considerando anche il minor reddito derivante dagli ammortizzatori sociali erogati dal precedente sostituto.

Trattamento integrativo

Il D.L. n. 3/2020 ha previsto all’art. 1 il riconoscimento di una somma a titolo di trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di un importo pari a 600 euro per l’anno 2020 se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro. Tale somma è riconosciuta in via automatica dai sostituti d’imposta qualora l’imposta lorda determinata sui redditi di cui agli artt. 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al DPR n. 917/1986 sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del citato testo unico. Il trattamento integrativo è rapportato al periodo di lavoro e spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020.
Riguardo ai dati per la eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi, per la compilazione del punto 400 è necessario utilizzare uno dei seguenti codici:
1. se il sostituto d’imposta ha riconosciuto al dipendente il trattamento integrativo e lo ha erogato tutto o in parte;
2. se il sostituto d’imposta non ha riconosciuto al dipendente il trattamento integrativo ovvero lo ha riconosciuto, ma non lo ha erogato neanche in parte.


La sezione del trattamento integrativo, in riferimento al quadro “detrazioni e crediti” va compilata in caso di erogazione di redditi di cui agli arttt. 49 del Tuir, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a) e 50 comma 1, lettere a), b), c), c-bis, d), h-bis e l) del Tuir.
Nel punto 401 va indicato l’importo del trattamento integrativo che il sostituto d’imposta ha erogato al lavoratore dipendente.
Nel punto 402 va indicato l’importo del trattamento integrativo che il sostituto d’imposta ha riconosciuto ma non ha erogato al dipendente.
Nel caso di precedenti rapporti di lavoro, al fine della compilazione della presente sezione, il sostituto d’imposta che rilascia la Certificazione Unica deve tenere conto dei dati relativi al trattamento integrativo erogato da precedenti sostituti. In tal caso nei punti da 405 a 409 devono essere indicati tali dati di dettaglio, riportando nel punto 410 il codice fiscale del precedente sostituto d’imposta. Si precisa che i punti 408 e 409 devono essere compilati nell’ipotesi di operazione straordinaria con passaggio di dipendenti senza interruzione del rapporto di lavoro e senza estinzione del precedente sostituto e nell’ipotesi di operazione straordinaria con estinzione del precedente sostituto d’imposta e con prosecuzione dell’attività da parte del nuovo, nel caso in cui il primo sostituto abbia recuperato il trattamento integrativo. L’importo indicato nei punti 408 e 409 devono essere riportati rispettivamente anche nei precedenti punti 403 e 404.
All’articolo 1, co. 3 del citato decreto è previsto che qualora in sede di operazioni di conguaglio, il trattamento integrativo si riveli non spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo, tenendo conto dell’eventuale diritto all’ulteriore detrazione di cui all’articolo 2. Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero dello stesso è effettuato in otto rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.
Nel caso in cui si debba procedere al recupero del trattamento integrativo precedentemente riconosciuto indicare nel punto 403 l’ammontare di detto trattamento recuperato entro le operazioni di conguaglio; nel caso in cui il recupero avvenga in forma rateizzata, riportare nel punto 404 l’ammontare da recuperare successivamente alle operazioni di conguaglio. In entrambi i casi l’importo da riportare al punto 401 deve intendersi nettizzato dell’importo recuperato.
Relativamente al credito bonus Irpef e al trattamento integrativo si precisa che le rispettive sezioni devono essere sempre compilate in presenza dei punti 1 e 2 a prescindere se gli stessi sono stati o meno riconosciuti dal sostituto.

Premio Covid-19 lavoratori dipendenti

L’art. 63 del Decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) ha riconosciuto ai lavoratori dipendenti un premio, per il mese di marzo 2020, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.
I beneficiari del premio sono i titolari di reddito di lavoro dipendente di cui all’art. 49, co. 1 del TUIR che nel mese di marzo 2020 hanno svolto la prestazione lavorativa nella propria sede di lavoro.
Sono ammessi sia lavoratori dipendenti del settore privato, sia lavoratori dipendenti delle amministrazioni dello Stato (comprese quelle con ordinamento autonomo).
Il riconoscimento del premio è subordinato al rispetto delle seguenti condizioni:
– possedere un reddito da lavoro dipendente del 2019 non superiore a 40.000 euro;
– aver svolto nel mese di marzo 2020 la prestazione di lavoro nella propria sede di lavoro.


Ai fini della compilazione della Certificazione Unica 2020, per i dipendenti che hanno beneficiato del contributo, nel punto 476 della CU bisogna riportare il premio erogato ai lavoratori che hanno prestato la loro attività lavorativa nel mese di marzo 2020 come previsto dall’articolo 63 del D.L. n. 18/2020. Nel caso in cui si debba procedere al recupero del premio precedentemente riconosciuto l’importo da riportare al presente punto deve intendersi nettizzato dell’importo recuperato.

Retribuzioni assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di acconto

Nel punto 474 va indicata la quota di erogazioni in natura e dei compensi in natura comunque erogati indipendentemente dal loro ammontare per i quali la norma ha previsto la non concorrenza alla formazione del reddito se di importo non superiore o uguale a euro 516,46. Si precisa che nel caso in cui venga effettuata un’erogazione in natura di cui all’art. 51, comma 3 del Tuir, in sostituzione del premio di risultato di importo superiore a 516,46, l’intero importo di detta erogazione deve essere riportato nel presente punto.
Nell’ipotesi in cui il valore dei beni (o dei voucher) superi il valore di cui all’art. 51, comma 3 del Tuir, l’intero ammontare deve essere assoggettato a tassazione ordinaria.
Nel punto 475 riportare le somme di cui alla lettera d-bis del comma 1 dell’articolo 10 del Tuir, nel caso in cui vengano restituite al netto della ritenuta subita in anni precedenti. In questo caso, il comma 1 dell’art. 150. D.L. n. 34/2020 ha stabilito che dette somme non costituiscono oneri deducibili, mentre il successivo comma 2, dello stesso articolo ha previsto che “ai sostituti spetta un credito d’imposta pari al 30 per cento delle somme ricevute, utilizzabile senza limite di importo in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”. Si precisa che il diritto del sostituto a fruire del credito d’imposta sorge al momento in cui non può più essere eccepita la legittimità della pretesa alla restituzione. Pertanto, ai fini dell’utilizzo del credito di imposta sono irrilevanti le vicende e le modalità relative alla restituzione dell’indebito (ad esempio, corresponsione rateale).

Termini e modalità di presentazione

Il termine ultimo per effettuare l’invio telematico, all’Agenzia delle Entrate, dei dati relativi alle certificazioni uniche è fissato al 16 marzo 2021 (31 ottobre per le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata).
Il sostituto d’imposta che nell’anno 2021 ha prestato assistenza fiscale deve trasmettere per via telematica all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni Mod. 730/2021 e i corrispondenti prospetti di liquidazione (Mod. 730-3). entro i seguenti termini:
– 15 giugno per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio;
– 29 giugno per quelle presentate dal 1° al 20 giugno;
– 23 luglio per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
– 15 settembre per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
– 30 settembre per quelle presentate dal 1 al 30 settembre.


Il flusso deve essere presentato esclusivamente per via telematica e può essere trasmesso:
– direttamente dal soggetto tenuto ad effettuare la comunicazione;
– tramite un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, co. 3, D.P.R. n. 322/1998.


Il flusso si considera presentato nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La


prova della presentazione del flusso è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata per


via telematica.


Dichiarazione sostituti d’imposta: novità nel Modello 770/2021

Con il Provvedimento n. 13090/2021, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello 770/2021 per l’anno di imposta 2020, con le istruzioni per la compilazione, da utilizzare per comunicare i dati relativi alle ritenute operate ed i relativi versamenti, alle compensazioni, ai crediti d’imposta utilizzati e alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi in qualità di sostituto d’imposta.

L’obbligo di presentazione del Modello 770/2021 (dichiarazione dei sostituti d’imposta) riguarda i soggetti tenuti ad operare ritenute alla fonte sui compensi corrisposti sotto qualsiasi forma, nonché gli intermediari e gli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti tenuti alla comunicazione di dati ai sensi di specifiche disposizioni normative.


Il Modello 770/2021 deve essere presentato, esclusivamente in via telematica, entro il 2 novembre 2021 (in quanto la scadenza naturale del 31 ottobre 2021 cade di domenica).


Il modello è composto dal Frontespizio e dai quadri SF, SG, SH, SI, SK, SL, SM, SO, SP, SQ, SS, DI, ST, SV, SX e SY.


Le principali novità sono legate alle disposizioni adottate nel corso del 2020 per far fronte all’emergenza Covid-19.
In particolare:
– nel quadro SS (Dati riassuntivi e importi sospesi), è stato inserito l’apposito prospetto “Dati relativi agli importi sospesi a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19”. Tale sezione è riservata ai sostituti di imposta che, essendone legittimati, non hanno effettuato i versamenti nel 2020, alle usuali scadenze previste dalla legge, avvalendosi delle disposizioni di sospensione emanate a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19. In questa sezione dovranno, quindi, essere indicate le somme che il sostituto è stato legittimato a versare a scadenze diverse da quelle usuali. A tal fine sono stabiliti codici specifici che individuano le diverse sospensioni in considerazione del periodo, delle zone e dei soggetti interessati;
– nei quadri ST (Ritenute operate, trattenute per assistenza fiscale ed imposte sostitutive) e SV (Trattenute di addizionali comunali all’IRPEF) sono stati introdotti codici specifici da indicare al “punto 10” per segnalare versamenti sospesi in ottemperanza alle disposizioni emanate a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19;
– nei quadri ST (Ritenute operate, trattenute per assistenza fiscale ed imposte sostitutive) e SX (Riepilogo dei crediti e delle compensazioni) vanno indicati i dati relativi al “Premio ai lavoratori dipendenti” stabilito dal decreto “Cura Italia”, rispettivamente, il versamento relativo al credito recuperato in sede di conguaglio e il credito del premio erogato (indicato nel campo 476 della CU/2021).


Ulteriore novità nel Modello 770/2021 riguarda l’erogazione del “trattamento integrativo” in favore dei lavoratori dipendenti e assimilati che ha sostituito il cd. “Bonus Renzi” a decorrere dal 1° luglio 2020. A tal fine, nel quadro SX (Riepilogo dei crediti e delle compensazioni) è stato aggiunto il rigo SX49 riservato ai sostituti d’imposta che hanno riconosciuto nel corso del 2020 l’erogazione del trattamento integrativo, per indicare il credito maturato per effetto dell’erogazione, quello recuperato, utilizzato e il residuo; nel quadro ST (Ritenute operate, trattenute per assistenza fiscale ed imposte sostitutive), inoltre, va indicato il versamento relativo al credito del trattamento integrativo recuperato in sede di conguaglio.


Sempre nel quadro SX è stata prevista l’indicazione (rigo SX1 colonna 5) dell’eventuale credito riconosciuto a seguito di ripetizione di indebito su prestazioni previdenziali e retribuzioni assoggettate a ritenuta a titolo di acconto in base alla previsione del decreto “Rilancio” (art. 150, co. 2 del D.L. n. 34/2020). Si ricorda che l’importo del credito è pari al 30% delle somme restituite indicate nel campo 475 delle CU lavoro dipendente e campo 22 delle CU lavoro autonomo ed è utilizzabile in compensazione senza limite di importo.


Infine, si ricorda che a decorrere dal 1° gennaio 2020, i dividendi corrisposti alle società semplici si intendono percepiti per trasparenza dai rispettivi soci con conseguente applicazione del corrispondente regime fiscale. Pertanto, sulla base delle informazioni ricevute dalla società semplice, l’emittente o l’intermediario che svolgono l’attività di sostituto di imposta, dovranno compilare:
– il quadro SK (Comunicazione degli utili corrisposti da soggetti residenti e non residenti nonché altri dati delle società fiduciarie) indicando i dati dei soci delle società semplici che percepiscono dividendi sui quali non è stata applicata la ritenuta o l’imposta sostitutiva; ovvero
– il quadro SI (Utili e proventi equiparati pagati nell’anno 2020) indicando gli utili corrisposti alle società semplici assoggettati a ritenuta in applicazione del regime per trasparenza in capo ai soci.